Giovanni Lo Porto era stato rapito nel 2012 in Pakistan

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Il cooperante palermitano, ostaggio di al Qaeda, è rimasto ucciso in un raid Usa. Aveva 38 anni e lavorava per la ong tedesca Welt HungerHilfe ('Aiuto alla fame nel mondo'). Insieme a lui è morto Warren Weinstein, aveva 73 anni. SCHEDA

Giovanni Lo Porto, rimasto ucciso nell'attacco di un drone della Cia tra il Pakistan e l'Afghanistan, aveva 38 anni ed era originario di Palermo. Era stato rapito tre anni fa, il 19 gennaio 2012, insieme a un collega tedesco in Pakistan, dove lavorava per la ong tedesca Welt HungerHilfe ('Aiuto alla fame nel mondo') impegnata nella ricostruzione dell'area messa in ginocchio dalle inondazioni del 2011.

Il rapimento -
Quattro uomini armati li prelevarono con la forza nell'edificio dove lavoravano e vivevano con altri operatori a Multan, al confine tra Pakistan e Afghanistan. Il collega, Bernd Muehlenbeck, liberato lo scorso 10 ottobre, raccontò che già da un anno i rapitori avevano portato altrove  il collega italiano.

Di lui dicevano: era appassionato, amichevole, dalla mente aperta - Chi ha lavorato con Lo Porto lo descrive come una persona molto accorta e preparata. Il suo professore alla London Metropolitan University, dove Lo Porto ha studiato, lo ha ricordato tempo fa come uno studente "appassionato, amichevole, dalla mente aperta". "Mi disse: 'Sono contento di essere tornato in Asia e in Pakistan. Amo la gente, la cultura e il cibo di questa parte del mondo'", perché "il Pakistan era il suo vero amore e sentiva di aver operato bene, stabilendo dei buoni rapporti con la popolazione".
I suoi amici di Londra organizzarono una petizione già nel dicembre del 2013 in cui chiedevano a chiunque avesse qualche influenza di adoperarsi per la sua liberazione. Iniziativa replicata il 19 gennaio del 2014, per l'anniversario del suo rapimento, con l'appello lanciato dal Forum del Terzo Settore al governo italiano e ai direttori dei giornali "per rompere il muro del silenzio". La vicenda però si è ingarbugliata fin dall'inizio, con la rivendicazione di al Qaeda del sequestro, subito smentita. Più volte il Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP), principale movimento armato anti-governativo, ha negato di avere in mano Lo Porto.

L'altro ostaggio ucciso aveva 73 anni - Nel raid Usa in Pakistan che ha ucciso il cooperante italiano Giovanni Lo Porto è rimasto ucciso anche un ostaggio americano, Warren Weinstein. Aveva 73 anni e viveva a Rockville, alle porte di Washington. Direttore per il Pakistan della J.E. Austin Associates, una società privata di consulenza che assiste economie emergenti nella crescita e ha progetti in tutto il mondo, era stato rapito nell'agosto 2011 a Lahore mentre si preparava a tornare in patria.

Due italiani scomparsi nel mondo - Dopo la tragica morte di Giovanni Lo Porto , sono ancora due i cittadini italiani scomparsi all'estero di cui ancora non si hanno notizie: padre Paolo Dall'Oglio e Ignazio Scaravilli.
Padre Paolo Dall'Oglio, scomparso in Siria il 27 luglio del 2013: 59 anni, gesuita romano, per trent'anni e fino alla sua espulsione nell'estate 2012, ha vissuto e lavorato nel suo Paese d'adozione in nome del dialogo islamo-cristiano. Diverse volte sono emerse notizie - mai confermate - sulla sua morte o detenzione in un carcere siriano. Le ultime informazioni risalgono al dicembre scorso, quando fonti siriane lo davano per detenuto in una delle prigioni dell'Isis a Raqqa. Una circostanza che non aveva trovato conferme da parte del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
Ignazio Scaravilli, medico catanese settantenne, è scomparso lo scorso 6 gennaio in Libia. A segnalarlo i suoi colleghi, ma non ci sono state testimonianze dirette di un rapimento o incidente. Ha uno studio a Paternò, nel catanese, e una residenza a Padova, sul proprio sito si presenta come chirurgo ortopedico specializzato in interventi su mano e piede. Era partito prima di Natale con altri tre o quattro colleghi siciliani per operare all'ospedale di Dar Al Wafa di Tripoli, città dove è consulente per due cliniche.

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