Viaggi, ecco i passaporti che garantiscono più libertà

Credit: Passport Index
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Secondo un indice stilato da una società di consulenza finanziaria i cittadini americani e inglesi sono quelli che possono accedere a più Paesi senza richiedere un visto in anticipo. Agli ultimi posti Sud Sudan e Territori Palestinesi. L'Italia è terza

Ultimamente hanno perso un po' di smalto, almeno così dicono gli esperti di cose internazionali, ma gli Stati Uniti sono ancora, sotto molti aspetti, il Paese più rispettato del mondo. L'ultima conferma arriva da una particolare classifica, quella dei passaporti che assicurano a chi li possiede la maggiore libertà di viaggio. Secondo questo indice, messo a punto dalla società di consulenza finanziaria Arton Capital, gli americani (insieme agli inglesi) sono i cittadini del globo per cui è più facile spostarsi da un posto all'altro, un fatto che può essere visto come il segno indiretto dell'influenza che Washington esercita ancora in giro per il pianeta.
All'estremo opposto, a conferma del rapporto tra potere dei passaporti e considerazione internazionale, ci sono stati piccoli, di recente costituzione, interessati da conflitti o non ancora riconosciuti universalmente, come la Isole Samoa, Myanmar, Sud Sudan e Territori Palestinesi. Nel complesso, le prime posizioni della classifica sono occupate da nazioni dalle economie più ricche e sviluppate, con l'Italia che si guadagna il terzo posto.

Più in alto
- Per redigere la graduatoria, ribattezza Passport Index, gli analisti di Arton Capital hanno contato il numero di Paesi che un cittadino di un determinato stato può visitare senza bisogno di richiedere un visto prima della partenza. Fatti questi calcoli, gli individui con cittadinanza statunitense o inglese sono risultati i viaggiatori più “liberi”: possono infatti recarsi in 147 nazioni semplicemente ricordandosi di portare con sé il loro documento. In seconda fascia, con 145 Paesi visitabili senza ulteriori complicazioni burocratiche, si trovano Francia, Corea del Sud e Germania. Subito dopo, Italia e Svezia (144) che si piazzano così in terza fascia.

Più in basso - Per capire il “peso” dei passaporti di queste nazioni e la libertà di spostamento che garantiscono bisogna fare un confronto con chi sta in fondo alla classifica. Per esempio, dice l'indice, un cittadino del Sud Sudan o dei Territori Palestinesi può recarsi solo in 28 nazioni senza effettuare una richiesta preventiva di visto, appena un quinto delle possibilità rispetto a un americano. Stessa cosa per chi è nato in Myanmar. Anche i passaporti di Paesi dove sono in corso conflitti non agevolano i trasferimenti. La Libia, per esempio, è settantesima con 47 stati accessibili senza richiesta di visto, la Siria, dove la guerra va avanti da cinque anni, è 69esima. Ancora peggio va allo Yemen (76esimo) o Iraq (79esimo). La Corea del Nord, infine, è 73esima con 44 nazioni visitabili.

Colori – Ma non c'è solo la classifica della ”libertà” di viaggio permessa da un passaporto. Il sito consente anche classificazioni più leggere, come quella che riguarda i colori usati per le copertine dei documenti. Si può scoprire così che la scala cromatica del rosso, quella a cui appartiene anche l'Italia, è la più comune con 68 passaporti, seguita dal blu con 63. Più in minoranza il verde e affini: appena 40, la maggior parte dei quali in Paesi africani.

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