Turchia: "Parlare di genocidio armeno è calunnia"

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L'ambasciatore turco presso la Santa Sede: "La storia è stata strumentalizzata per fini politici". Dopo il richiamo dell'ambasciatore, il ministro degli esteri Cavusoglu non esclude nuove misure. Gentiloni: "Da Ankara toni ingiustificati"

Parlare di genocidio degli armeni è "una calunnia". Lo sostiene in una nota l'ambasciata di Turchia presso la Santa Sede a proposito delle dichiarazioni di Papa Francesco pronunciate domenica 12 aprile durante la messa per gli armeni. Il caso diplomatico tra Ankara e Vaticano sembra così destinato a proseguire dopo che il Pontefice ha ricordato lo sterminio compiuto dall’impero ottomano nel 1915 e lo ha definito come "il primo genocidio del XX secolo". E, dopo il richiamo dell'ambasciatore presso la Santa Sede, la Turchia non esclude nuove misure.

Turchia: strumentalizzazione politica storia - Papa Francesco, prosegue la nota dell'ambasciata, "nella sua dichiarazione si riferisce ai tragici eventi che hanno avuto luogo in Bosnia e in Ruanda come 'omicidi di massa', che sono riconosciuti come genocidi dai tribunali internazionali competenti. Egli, tuttavia, chiama gli eventi del 1915 un 'genocidio' nonostante l'assenza di tale sentenza del tribunale competente. Questo è significativo. Non è possibile spiegare questa contraddizione con i concetti di giustizia e di coscienza". Durante la messa, prosegue la nota, "la storia è stata strumentalizzata per fini politici".

Gentiloni: "Toni ingiustificati" -
Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: "La durezza dei toni turchi - ha detto - non mi pare giustificata, anche tenendo conto del fatto che 15 anni fa Giovanni Paolo II si era espresso in modo analogo" a Papa Bergoglio che ha definito quello armeno un genocidio.

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