Kenya, dopo la strage bombe sulle basi Al Shabaab in Somalia

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L'aviazione militare del Kenya ha bombardato due campi dell'organizzazione terroristica Al Shabaab in Somalia. Non si hanno dettagli sulle perdite tra gli integralisti islamici, autori del massacro nel campus universitario keniota di Garissa, che è costato la vita a 148 persone. Si è trattato della prima risposta militare del Kenya dopo il sanguinoso attacco dei terroristi somali contro l'università.
I caccia kenioti hanno colpito le postazioni di Al Shabaab a Gondodowe e Ismail, località della regione somala di Gedo, confinante con il Kenya. La copertura nuvolosa ha impedito di stabilire quali danni e perdite abbia causato il bombardamento. "Abbiamo bersagliato le due aree perché secondo le informazioni in nostro possesso i miliziani di al Shabaab vengono da lì per attaccare il Kenya", hanno spiegato fonti militari.

Polemiche per l'intervento della polizia - La notizia arriva il giorno dopo la denuncia del quotidiano del Kenya Daily Nation, secondo cui la polizia attese sette ore prima di inviare un'unità delle forze speciali al college di Garissa.
Il quotidiano scrive che le forze speciali impiegarono solo 30 minuti per uccidere i fondamentalisti e porre fine all'assalto. Si è appreso inoltre che uno dei terroristi che hanno attaccato il campus era il figlio di un funzionario di governo.

Appello del Papa per i cristiani perseguitati - Intanto Papa Francesco lancia un nuovo appello per i cristiani perseguitati. Il Pontefice ha chiesto protezione per i "perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani". "Auspico - ha detto - che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine", "preoccupante deriva dei diritti umani", e non "giri lo sguardo dall'altra parte".

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