La politica? Negli Stati Uniti si fa anche con le "Gif"

Credit: White House
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Utilizzare immagini in movimento, ironiche e polemiche, per criticare l'avversario o promuovere la propria azione, sperando che diventino virali. Accade negli Usa: ecco gli esempi più curiosi, dalla commissione Giustizia della Camera fino alla Casa Bianca

Le presidenziali americane del 2012 sono state definite le “elezioni dei meme”. A giudicare dalle prime avvisaglie quelle del 2016 dovrebbero proseguire sulla stessa linea: social media al centro della campagna e messaggi politici veicolati attraverso i formati più tipici del web, a cominciare dalle "Gif", ovvero le immagini animate così popolari su piattaforme come Tumblr o siti di informazione innovativi come Buzzfeed. Questo stile di comunicazione leggero e ironico sembra avere fatto definitivamente breccia nella politica a stelle e strisce, arrivando fin dentro ai palazzi del potere. L'ultima prova la si è avuta il 18 marzo scorso quando la commissione Giustizia della Camera dei rappresentanti, a guida repubblicana, ha emesso un comunicato stampa composto di 10 punti per criticare il piano del presidente Obama sull'immigrazione. A rendere curioso il documento non era tanto il merito dei rilievi quanto il fatto che ogni frase fosse accompagnata da una Gif che rappresentava altrettante espressioni, smorfie e mosse di varie celebrità, da Jennifer Lawrence a Britney Spears fino ad Ariel, protagonista del cartone animato Disney la Sirenetta.

With the flick of a switch, President Obama unilaterally turned off #immigration enforcement. Learn what House Republicans are doing to reform immigration, with an enforcement first approach.

Posted by U.S. House Judiciary Committee on Mercoledì 18 marzo 2015


Critiche e ironie - La mossa della Commissione, pensata soprattutto per raggiungere gli elettori più giovani, non è certo passata inosservata. Dopo tutto, come è stato notato, l'obiettivo era proprio quello, anche se non tutte le reazioni sono state plaudenti. Amy Schatz del magazine online The Politico si è chiesta se i politici siano poi così abili nel maneggiare simili formati di comunicazione, mentre Hunter Schwarz del quotidiano Washington Post ha preferito stare al gioco domandandosi quanto agevole sarebbe per Ariel emigrare negli Stati Uniti dal suo regno sottomarino. Infine qualcuno, come David Gewirtz del magazine online ZDNet, ha sollevato il dubbio che l'uso di alcune di queste Gif potrebbe configurarsi come violazione di diritti d'autore. Un'eventualità che, ha commentato, suonerebbe ironica dal momento che molti membri dell'attuale commissione Giustizia in passato hanno appoggiato proposte di legge sulla pirateria online molto restrittive.



Sempre più Gif - Il comunicato stampa della commissione Giustizia non è comunque il primo esempio di uso delle immagini in movimento da pare di esponenti della politica americana. Lo scorso gennaio sul sito del presidente della Camera dei rappresentanti John Boehner era apparso un post in cui 12 Gif, tutte con la cantante Taylor Swift, erano usate per attaccare la proposta di Obama di investire 60 miliardi di dollari per offrire a milioni di studenti americani la possibilità di accedere ad una formazione di livello universitario in strutture pubbliche. Per lo staff di Boehner questo piano, fra le altre cose, avrebbe comportato un aumento del debito sulle spalle dei giovani, una possibilità commentata con l'immagine di un pallone da basket che colpisce in testa la giovane artista statunitense.



Casa bianca in movimento - Ma non sono solo i repubblicani ad impiegare strumenti di questo tipo. Lo stesso Obama, che dall'inizio della sua avventura politica è sempre stato attento ai linguaggi nati nell'universo digitale, non si tira indietro quando si tratta di ricorrere alla Gif. Per esempio, tra le "armi" utilizzate dalla Casa Bianca per cercare di persuadere i cittadini a sottoscrivere un'assicurazione sanitaria così come previsto dalla riforma voluta dal presidente ci sono, appunto, anche le immagini in movimento. Un mix di gattini, cadute clamorose e performance strabilianti per sottolineare alcune delle buone ragioni per sottoscrivere la copertura assicurativa. Tra queste, il rischio di incidenti, la serenità dei genitori e il fatto che le nuova legge impedisce alle compagnie di assicurazione di discriminare i clienti.



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