Volo Germanwings, Sky TG24 nei pressi del luogo dell'impatto

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Il reportage dell’inviato in Francia, che è riuscito ad arrivare vicino ai rottami dell’Airbus A320 dove neve e pendii rocciosi rendono l'accesso a piedi quasi impossibile. Intanto la Bild rivela: il comandante disse a Lubitz "apri questa maledetta porta"

Il recupero dei resti dell'Airbus della Germanwings schiantatosi contro le Alpi francesi è reso particolarmente complesso a causa della difficoltà a raggiungere il luogo dell'impatto. A dimostrarlo il reportage dell'inviato di Sky TG24, che è salito lungo i pendii della montagna per cercare di raggiungere la zona dell'incidente. Partendo da Le Vernet, dopo un'ora e mezzo di cammino, si raggiunge il punto in cui inizia la neve. Da qui la salita si fa ancora più difficile. Impossibile quindi per i soccorritori, per ora, raggiungere questi luoghi a piedi. Il recupero dei resti può essere effettuato solamente con gli elicotteri, nell'attesa che l'esercito francese crei un accesso per i mezzi terrestri. Ma il recupero dei resti potrebbe andare avanti per un altro mese ancora.

Il sindaco di Le Vernet: "3-4 giorni per accesso mezzi di soccorso"



Il comandante a Lubitz: "Apri questa maledetta porta" - Intanto emergono nuovi particolari dalle registrazioni della prima scatola nera (mentre proseguono le ricerche del secondo registratore di volo, quello con i dati). "Apri questa maledetta porta!": queste le disperate parole urlate pochi minuti prima dell'impatto dal comandante dell'Airbus A320 della Germanwings che tentava in ogni modo di farsi aprire dal copilota, Andreas Lubitz, chiuso all'interno della cabina. E' quanto risulterebbe dall'esame effettuato dagli esperti e riportate dall'edizione domenicale del tabloid tedesco Bild.

La ricostruzione della conversazione tra il comandante e Lubitz:



Trovati antidepressivi a casa di Lubitz - Secondo quanto afferma invece l'edizione domenicale del quotidiano tedesco Die Welt, gli investigatori avrebbero trovato antidepressivi nell'appartamento di Lubitz a Düsseldorf, perquisito nella giornata di venerdì. Il giornale cita uno degli investigatori, che avrebbe spiegato che Lubitz soffriva di una "grave malattia psicosomatica" e la polizia ha trovato farmaci per curarla. La stessa fonte ha aggiunto che il copilota soffriva anche di "una grave depressione e sindrome da affaticamento". Rivelazione che si va ad aggiungere a quella fatta sabato dal New York Times, secondo cui Lubitz soffriva di una malattia agli occhi che avrebbe potuto mettere a rischio la sua carriera di pilota.

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