Airbus A320, Lubitz era in malattia ma lo ha nascosto

1' di lettura

La Procura: trovati certificati stracciati che dicono che il giorno della tragedia il copilota non doveva lavorare. L'ospedale di Dusseldorf: l'ultima visita il 10 marzo. Cambiano le regole delle compagnie: mai più da soli in cabina

Il giorno dello schianto del volo Germanwings sulle Alpi Francesi, il co-pilota Andreas Lubitz non doveva volare: era in congedo per malattia, ma aveva nascosto a colleghi e datori di lavoro la sua condizione. E' quanto reso noto dalla Procura tedesca (VIDEO) all'indomani delle perquisizioni nelle due case del 27enne (LE FOTO), quella dei genitori, a Montabaur, un'elegante cittadina a nord di Francoforte, e il suo appartamento all'ultimo piano di una palazzina residenziale di Dusseldorf. Poco dopo arriva anche la nota di Germanwings che precisa di "non aver ricevuto alcun certificato".


Era in malattia il giorno della tragedia - Gli inquirenti hanno trovato "stracciati alcuni certificati di malattia molto recenti che dicono che non doveva lavorare, anche lo stesso giorno dell'incidente". Non è stato trovato invece alcun biglietto di addio "né indizi che facciano pensare a motivazioni politico-religiose". A proposito della sua presunta malattia, l'ospedale universitario di Dusseldorf rende noto che Lubitz era stato visitato a febbraio e a marzo - l'ultima visita risale al 10 del corrente mese - per "accertamenti diagnostici". La struttura smentosce però che il copilota fosse lì in cura per depressione. Il tabloid Bild sostiene poi che il copilota che ha provocato la tragedia del volo Germanwings, sei anni fa, durante l'addestramento nella scuola di volo Lufthansa di Phoenix, negli Usa, era stato giudicato "in parte non idoneo al volo".

Si scava nella vita del giovane - Dal passato e dalla vita personale del 27enne copilota continuano dunque ad emergere dettagli. Era già noto che nel 2009 Lubitz avesse interrotto la formazione da pilota a causa -  sostiene la stampa tedesca -  di "un grave episodio depressivo". Il caso era rimasto agli atti, nella documentazione relativa al giovane, in mano al dipartimento del traffico aereo tedesco sotto il codice 'SIC', che indica la necessità che l'interessato sia sottoposto a "controlli medici regolari". I procuratori di Dusseldorf non hanno chiarito che tipo di problemi impedissero al giovane di lavorare, né tantomeno hanno fatto alcun riferimento a una possibile malattia mentale.
Secondo il quotidiano Bild, inoltre, la relazione tra Andreas Lubitz e la fidanzata, la compagna di sette anni con cui avrebbe dovuto sposarsi il prossimo anno, era in crisi.

"Il capitano tentò di sfondare la porta con un’ascia" - Proseguono anche le indiscrezioni su quanto accaduto a bordo martedì 24 marzo. Il capitano di volo, Patrick Sonderheiner, padre di due figli, rimasto chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio, avrebbe tentato di rientrare usando un'ascia che faceva parte della dotazione di sicurezza.

17 aprile la commemorazione delle vittime - Intanto, sulle Alpi francesi, per il quarto giorno consecutivo sono proseguite le operazioni di recupero delle salme: inquirenti e tecnici specialisti setacciano tra rocce e sassi alla ricerca dei corpi e di reperti e di tracce di Dna, lavorando inerpicati su un declivio scosceso e scivoloso.
E si terrà il 17 aprile in Germania la commemorazione delle vittime. Parteciperanno il Presidente tedesco Gauck, la Cancelliera Merkel e rappresentanti di Francia, Spagna e degli altri Paesi colpiti dalla tragedia.

Cambiano le regole delle compagnie: mai più da soli in cabina  - Alla luce della tragedia, infine, diverse compagnie aeree aumentano le misure di sicurezza in volo, introducendo tra l'altro la regola obbligatoria della doppia presenza costante in cabina di pilotaggio. Tra queste, Easyjet, Alitalia, Austrian Airlines, Swiss Air, Eurowings, Wizzair e la stessa Germanwings. L'agenzia Ue per la sicurezza aerea (Easa) pubblica intanto una "raccomandazione temporanea" che prevede la presenza di non meno di due membri dell'equipaggio nella cabina.

La ricostruzione degli attimi che hanno preceduto lo schianto: VIDEO


Leggi tutto