Attentato a Tunisi, arrestato leader cellula terroristica

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Il mandante dell'attacco sarebbe un tunisino residente in Belgio. Il gruppo sarebbe composto da 16 membri, compresi due combattenti tunisini rientrati dalla Siria. Ancora ricercato il terzo uomo presente al museo. LE FOTO - I VIDEO

Le autorità tunisine hanno arrestato il leader della cellula terroristica responsabile dell'attentato della settimana scorsa al museo del Bardo. Lo afferma al quotidiano "Al Maghreb" Rafik Chelli, segretario di Stato presso il ministero degli Interni. Secondo il segretario di Stato, il gruppo ideatore e realizzatore del piano sarebbe composto da 16 persone, tra cui almeno due tunisini tornati in patria dopo aver combattuto in Siria a fianco dei jihadisti.

Un tunisino residente in Belgio - Il leader, mandante e responsabile dell'attentato al Bardo, arrestato dalle autorità tunisine, sarebbe un tunisino residente abitualmente in Belgio. Dagli sviluppi dell'inchiesta emerge che la cellula che ha organizzato l'attentato di una settimana fa sarebbe quella della brigata tunisina Okba Bin Nafaa, diretta dall'algerino Lokman Abou Sakher, che - a quanto sembra - avrebbe dichiarato da pochi mesi, fedeltà allo Stato Islamico (Isis), dopo essere stata legata ad Al Qaida Maghreb.

Le ramificazioni della cellula - Questa cellula sarebbe poi divisa in quattro gruppi distinti: il primo con il ruolo di individuare gli obiettivi e reperire informazioni utili; il secondo incaricato della logistica, fornitura armi e esplosivi; il terzo dedito all'azione vera e propria; il quarto incaricato di filmare l'attentato e poi metterlo in rete per la fase della rivendicazione dell'azione terroristica.

Terzo ricercato ancora in fuga - Le forze speciali tunisine hanno ucciso nel blitz del Bardo due terroristi appartenenti al terzo gruppo, ovvero Jaber Kachnaoui e Yassine Labidi, mentre il terzo, ricercato, Maher Bin Al-Moulidi Al-Qaidi è ancora in fuga, anche se pare non abbia partecipato materialmente all'attentato. La polizia tunisina ha arrestato invece alcuni elementi intenti a filmare l'azione per metterla sulle pagine di Okba Ibn Naftaa.

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