Attentato a Tunisi: addestrati in Libia i due terroristi

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Il segretario di Stato tunisino: "Avevano lasciato il paese lo scorso dicembre". Gli Usa frenano sulla rivendicazione Isis: "Non ci sono prove". A casa alcuni italiani che erano a bordo della Costa. Il Viminale: "In Italia rischio emulazione"

I "due" responsabili dell'attacco al Museo del Bardo di Tunisi erano stati "addestrati" in Libia. Lo ha confermato Rafik Chelly, segretario di Stato tunisino con delega per la Sicurezza, alla tv El Hiwar Ettounsi dopo le indiscrezioni già circolate. Chelly ha parlato di "due estremisti salafiti takfiri" che "hanno lasciato illegalmente il Paese lo scorso dicembre alla volta della  Libia e lì sono stati addestrati all'uso delle armi" prima di  rientrare in Tunisia. "Non abbiamo dettagli - ha aggiunto Chelly - ma ci sono campi di addestramento per i tunisini a Sabrata, Bengasi e Derna".

Usa: "Non certa rivendicazione Isis" - In totale sono nove le persone arrestate dalla polizia, di cui quattro per "legami diretti con l'attacco". L'attentato al Museo del Bardo sarebbe stato rivendicato dal sedicente Stato  islamico (Is) che minaccia “è solo la prima goccia di pioggia”. Ma gli Stati Uniti frenano: "Non ci sono prove". Secondo il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, il fatto che ci sia una rivendicazione dell'Isis potrebbe essere semplice "propaganda".

Rientrati gli italiani
- In giornata intanto sono rientrati in Italia alcuni dei connazionali che si trovavano a bordo della Costa Fascinosa (VIDEO). Sbarcati dalla nave a Palma di Maiorca, sono arrivati a Genova con un volo charter (FOTO). Nella giornata di sabato 21 marzo, invece, il rimpatrio in Italia dei corpi delle quattro vittime.

Il Viminale: "Rischio emulazione" - Dopo l'attentato di Tunisi non è possibile escludere azioni emulative in Italia. E' quanto scritto in una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza nella quale si invitano gli organismi di sicurezza a "sensibilizzare ulteriormente" le misure di vigilanza a sedi diplomatiche tunisine e ai siti sensibili.

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