Tunisi, turista italiana: i terroristi ci hanno mitragliato

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"Sono salva perché mi sono nascosta" racconta a Sky TG24 una sopravvissuta. Ferita al piede è ricoverata in un ospedale della capitale tunisina. Sarebbero quattro i connazionali morti. Due delle vittime, Orazio Conte e Francesco Caldara, erano piemontesi

sarebbero quattro gli italiani morti nella strage del museo del bardo, per un totale di 23 vittime. Una cinquantina i feriti, dei quali 13 sono italiani. Uno di loro è grave, E' questo il bilancio più aggiornato dell'attacco al principale museo di Tunisi.

La testimonianza - "Stavamo guardando il museo, eravamo entrati nella parte antica per vedere i mosaici. Poi, ad un certo punto mia figlia ha iniziato a sentire degli spari ed è iniziato il fuggi fuggi." Una donna, dal suo letto di ospedale a Tunisi, racconta ai microfoni di Sky TG24 i momenti in cui nel primo pomeriggio del 18 marzo cinque uomini armati travestiti da militari hanno assaltato il celebre museo del Bardo, nel cuore della capitale tunisina, accanto al Parlamento (MAPPA), che forse era il loro obiettivo originario (le foto i videola cronaca della strage).

"Non so quanto sia durato il tutto" - "Abbiamo cercato di trovare riparo dietro le vetrinette - continua la superstite - Cercavamo un angolo, un cantuccio dove nasconderci. Non so quanto sia durato il tutto". Poi racconta di come è stata ferita: "I terroristi sono entrati dentro e ci hanno mitragliato per intimorrci. Io sono ferita ad un piede, mi hanno presa di striscio".

Cento ostaggi italiani - Al momento dell'attacco, nel luogo della sparatoria erano in circolazione tre bus turistici con i partecipanti alla crociera sulle navi Costa Fascinosa e Msc Splendida. Tra loro, un gruppo di dipendenti del Comune di Torino. Gran parte degli italiani coinvolti - e tutte e quattro le vittime - facevano parte del gruppo appena sbarcato dalla nave Costa. Il bilancio di quattro morti, già drammatico, poteva essere ancora più pesante: la Farnesina ha fatto sapere infatti che durante l'operazione sono stati messi in salvo cento connazionali.

"Sparano aiutateci" -
Degli italiani che domenica scorsa si sono imbarcati sulla Costa Fascinosa, a Savona, per una crociera nel Mediterraneo di una settimana i torinesi erano una ottantina. Tra questi molti, 31, partecipavano a un viaggio organizzato dal circolo ricreativo del Comune di Torino. Un viaggio low cost, una vacanza fuori stagione in compagnia di colleghi di lavoro, amici e parenti, che si trasforma in un incubo.
"Sparano, aiutateci", sono state le parole pronunciate ieri al telefono da Carolina Bottari, impiegata dell'ufficio Patrimonio del Comune di Torino. La donna è stata la prima a riuscire a mettersi in contatto con Torino, via telefono. Poi più nulla. Solo a notte fonda il Comune di Torino ha reso noto che la donna si trova in un ospedale della capitale tunisina. Non ce l'ha invece fatta suo marito, Orazio Conte, informatico.
Tra le vittime dell'attentato c'è anche Francesco Caldara, 64 anni, pensionato di Novara. Era in vacanza con la compagna Sonia Reddi, ferita a una spalla e a un braccio e ricoverata anche lei in un ospedale di Tunisi, dove è stata operata.

Il pianista della Concordia - E si è salvato anche il pianista di bordo di Costa Concordia. "E' il mio primo viaggio su una Costa dopo la tragedia della Concordia: mi sono imbarcato il 12 dicembre scorso, per finire il prossimo 31 marzo" racconta l'uomo. Non era nei pressi del Parlamento di Tunisi, ieri; era in un villaggio poco distante quando, racconta, "mia moglie mi ha inviato un sms per avvertirmi della strage. Sono subito rientrato a bordo: sulla nave c'era apprensione, con i passeggeri attaccati ai cellulari per avere notizie".

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