Pakistan: comunità cristiana protesta per attentato talebani

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Scontri a Lahore e Faisalabad dopo la strage in due chiese, che ha provocato la morte di almeno 15 persone. "Rigettare apertamente violenza e terrorismo" chiede l'arcivescovo Sebastian Shaw. Lutto nazionale per i fedeli del Paese

La comunità cristiana del Pakistan osserva un giorno di lutto e dolore, dopo il duplice attentato realizzato domenica 15 marzo da kamikaze talebani in altrettante chiese di Lahore, che ha generato un bilancio di almeno 15 morti e 78 feriti. Membri della comunità cristiana, intanto, scendono in piazza per protestare contro le stragi.

Proteste per attentati sfociano in violenze - Secondo il sito web dell'emittente Dawn, nella zona di Youhanabad, a Lahore, i manifestanti si sono scontrati con decine di poliziotti armati di manganello: sette sono rimasti feriti negli scontri, durante i quali gli agenti si sono dovuti proteggere dalla sassaiola. Un centinaio di persone si sono raccolte anche a Faisalabad - la seconda città più importante della provincia del Punjab dopo Lahore - dove hanno appiccato il fuoco a pneumatici, attaccato un 'riscio' e bloccato una strada di scorrimento. L'invito della autorità è di mantenere la calma.



Lahore, giornata preghiera per i "martiri"
- Monsignor Sebastian Shaw, arcivescovo di Lahore, ha annunciato che le scuole e gli istituti cattolici restano chiusi per commemorare le vittime innocenti, e definisce "martiri" quanti "hanno dato la loro vita nell'incidente per salvare migliaia di persone". "Il loro sangue - aggiunge - non sarà stato versato invano e porterà la pace a tutti i cittadini del Pakistan". Condannando i barbari atti e chiedendo maggiore impegno del governo a protezione dei cristiani pakistani, monsignor Shaw prega "perché la pace e l'armonia prevalgano nel paese", invitando tutti i cittadini a "rigettare apertamente violenza e terrorismo".

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