Ucraina, i video-appelli degli studenti su YouTube

Mondo

Nicola Bruno

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Un gruppo di universitari di Kiev si rivolge ai coetanei di Mosca con una clip. E subito arrivano le risposte dai ragazzi di Crimea, Siberia, Moldavia. Ne nasce un format “corale” utilizzato per raccontare la vita quotidiana durante la crisi nella Regione

Il format è noto: un gruppo di studenti prende la parola a turno; prima si presenta e poi e si rivolge ai propri coetanei, in maniera diretta e senza filtri, per denunciare le responsabilità sulla crisi in Ucraina. Il tutto montato in maniera veloce, con un crescendo musicale che contribuisce ad aumentare il tono drammatico.
A cambiare è, invece, il contenuto e il tono di ciascun video: si va dalla richiesta di smascherare la propaganda del Cremlino, alle accuse di essere portavoce del governo ucraino, passando per la “verità” sull’annessione della Crimea alla Russia fino ad arrivare alle confessioni sulla difficoltà di essere studenti in tempo di guerra.

Il primo video - Tutto è iniziato lo scorso gennaio con un primo video condiviso online da un gruppo di giovani di Kiev. Nel filmato, che è presto diventato virale, i rappresentanti di diverse università ucraine affermano di aver scelto YouTube per mettersi in contatto con i propri coetanei di Mosca, in modo da superare le barriere della censura e condividere il proprio punto di vista senza filtri: “Il nostro paese è in stato di guerra - dice una delle ragazze ucraine - I nostri e i vostri soldati stanno morendo. Vi invitiamo a rompere le barriere informative: a verificare quello che sentite, a mettere in dubbio quello che vedete”.



Il video originale degli studenti di Kiev è stato visualizzato quasi 150mila volte. E, come accaduto durante le proteste di Euromaidan con il filmato della giovane ucraina diventato virale, anche in questo caso molti ne hanno messo in dubbio l’autenticità.

La risposta russa - Dopo qualche settimana, sempre su YouTube, è arrivata la risposta degli studenti russi: anche qui ci sono i rappresentanti di diverse università di Mosca che si passano la parola per sottolineare le vere responsabilità della crisi in Ucraina. “Ci avete chiesto di alzare il velo sull’informazione. Cerchiamo di farlo insieme, così non ci resterà nessun dubbio”, esordisce una ragazza, a cui poi fanno seguito le testimonianze di altri coetanei che ricordano come la rivoluzione dell’Euromaidan abbia portato solo guerra civile e povertà diffusa.



Come ha sottolineato Radio Free Europe, il video dei ragazzi russi è stato prodotto da Set, associazione giovanile pro-Cremlino. Le loro testimonianze ripropongono le più note posizioni ufficiali, senza far riferimento ad argomenti più controversi, come la presenza delle truppe russe in Ucraina.

“Perdonateci” - La questione dell’invasione delle truppe russe è, invece, sottolineata in un altro appello condiviso da un gruppo di studenti russi anti-Cremlino: “Perdonateci per una guerra criminale non dichiarata, dove migliaia dei nostri compatrioti stanno morendo”, dicono ai propri coetanei ucraini. “Ma noi siamo dalla stessa parte. Perché in una guerra informativa è un crimine non stare dalla parte della verità”.



Questo video è stato prodotto dal gruppo di opposizione Vesna (che vuol dire ‘primavera’) e, nella versione originale, è uno dei più visti su YouTube. Come ha spiegato uno dei protagonisti alla BBC, “abbiamo voluto dimostrare che c’è un punto di vista diverso e che non tutti gli studenti russi sono zombificati dalla propaganda televisiva”.

Diffusione del format - Il format corale è stato presto rilanciato da altri gruppi universitari. Ecco quindi arrivare la risposta degli studenti della Crimea che sottolineano come sia stata “una nostra scelta volontaria e consapevole annetterci alla Russia”, per poi proseguire con attacchi più diretti ai coetanei ucraini: “Siete diventati lo strumento nelle mani di chi non vuole un’Ucraina forte, di chi ha paura dell’unione delle nazioni slave”.



A confermare la “correttezza giuridica” dell’annessione della Crimea alla Russia sono anche studenti di giurisprudenza dell’Università di Saratov, una delle più antiche del paese, in un altro video-appello corale diffuso su YouTube. Lo stesso hanno fatto gli universitari di Tyumen, città russa della Siberia, che nel loro video dicono: “Oggi nelle città (ucraine) assediate non c’è pane, non c’è carne. I nipoti combattano contro i nonni. E’ questa la libertà di cui parlate? E’ solo un gioco tra i vostri oligarchi”.

YouTube sotto le bombe - Nella diplomazia 2.0 degli appelli su YouTube, così l’ha definita la BBC, sono poi intervenuti anche i ragazzi che stanno vivendo sulla propria pelle la dura realtà del conflitto. In un video corale realizzato a Luhansk, città del sud-est dell’ucraina al centro degli scontri, diversi ragazzi raccontano di come abbiano dovuto abbandonare gli studi per iniziare a combattere. “Ora mi chiamate terrorista. Ma pensateci meglio. Siete stati voi a venire a fare la guerra a Lugansk, non io” denuncia uno studente della facoltà di arte che ora ha lasciato gli studi per combattere contro le forze di Kiev che stanno assediando la città.



Prendono invece di mira i “criminali russi mercenari”, gli studenti di Mariupol, altra città del sud-est del paese teatro degli scontri, in questo video-appello in cui si rivolgono ai coetanei di tutto il mondo.
Nel frattempo, poi, il format ha superato i confini di Russia e Ucraina: nelle scorse settimane anche un gruppo di studenti moldavi ha diffuso un appello su YouTube per dire “vogliamo la pace in Ucraina”.

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