Wickr, l’app dei messaggi segreti dei politici

Credit: Wickr
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Mentre promuovono un disegno di legge per rafforzare la conservazione dei dati di telefonate e comunicazioni Internet, alcuni esponenti del governo australiano usano un servizio che rende sicuri e cancella i messaggi scambiati

L'effetto Snowden, l'ex analista della Cia che ha rivelato i programmi di sorveglianza di massa americani, si fa sentire in tutto il mondo. E con conseguenze diverse. Da una parte i governi, convinti che la raccolta dei dati sia essenziale strumento di sicurezza, spingono per leggi che permettano alle autorità una maggiore libertà di analisi e indagine. Dall'altra, gli utenti si affidano sempre più spesso ad applicazioni che promettono di proteggere maggiormente la riservatezza delle loro comunicazioni digitali.


Il ministro che usa Wickr - Queste tensioni opposte producono a volte dei cortocircuiti, come dimostra quanto sta accadendo in Australia dove l'esecutivo è impegnato a fare approvare un disegno di legge per imporre agli Internet provider e agli operatori telefonici di conservare i metadati relativi alle comunicazioni dei loro clienti per due anni. Nello stesso tempo però, rivelano i media locali, alcuni esponenti dello stesso governo utilizzano servizi di messaggistica pensati per sfuggire ad ogni intercettazione e tenere quindi le proprie conversazioni lontane da occhi estranei (anche quelli, eventualmente, della magistratura).
Protagonista della vicenda è il ministro delle comunicazioni Malcolm Turnbull, che i giornali australiani descrivono come un assiduo utilizzatore di Wickr, un'app che offre la possibilità di scambiarsi messaggi cifrati che si autodistruggono dopo un tempo determinato. Turnbull ha usato l'applicazione per commentare con altri colleghi politici, al riparo da eventuali fughe di notizie, la recente crisi all'interno della maggioranza parlamentare che sostiene il premier Tony Abbott. Non solo, il ministro ha anche sponsorizzato l'uso di servizi di questo tipo ai suoi colleghi di Parlamento meno avvezzi alle tecnologia ricordando come gli sms siano una forma di comunicazione non troppo sicura.

Protezioni militari - Fondata nel 2012 da un gruppo di esperti di sicurezza e crittografia, Wickr è disponibile per iPhone e dispositivi Android e applica un modello reso popolare da Snapchat: i messaggi si autodistruggono dopo un tempo prestabilito, da 3 secondi a 6 giorni. Ma questa è solo una delle garanzie di privacy vantate dai creatori che parlano di cifratura delle comunicazioni di “livello militare”.
Testi, immagini e video sono infatti crittografati al momento dell'invio e tali rimangono durante il transito fino al dispositivo del destinatario evitando quindi possibili intercettazioni nel corso del passaggio dei dati nelle reti. Inoltre, l'azienda dichiara di non mantenere copie dei messaggi scaricati nei propri server vanificando così eventuali richieste di rilascio dei dati da parte delle autorità. “I messaggi sono conservati sui nostri server ma sono crittografati e cancellati dopo che sono stati scaricati sul dispositivo del destinatario. Non conserviamo lo storico o le copie dei messaggi scambiati attraverso il nostro sistema. Inoltre, non abbiamo le chiavi per decifrare i messaggi inviati attraverso Wickr”, si legge in un documento sul sito dell'applicazione. L'azienda, che afferma che l'app è stata scaricata 4 milioni di volte, ha recentemente lanciato una versione per desktop del suo prodotto e una funzionalità che consente di pubblicare su Facebook foto che si cancellano automaticamente dopo la visione.

Sicura ma... - Wickr si sottopone periodicamente a verifiche indipendenti dei propri sistemi. L'ultima di queste – dell'estate scorsa – ha confermato "che non si possono decrittare le comunicazioni” e ha verificato l'assenza di "buchi" nel sistema.
Come ha però rivelato una recente indagine condotta dalla Electronic Frontier Foundation (EFF), associazione che si batte per la libertà di espressione in rete, e dall'organizzazione specializzata in giornalismo investigativo ProPublica, anche Wickr può migliorare. Per esempio consentendo l'ispezione pubblica del proprio codice e specificando meglio l'architettura dei propri sistemi di sicurezza. Il primo punto in particolare è, secondo gli esperti, cruciale per poter essere certi dell'affidabilità di un meccanismo di sicurezza. Come recita una delle massime alla base della crittografia, un sistema di cifratura deve essere sicuro anche quando tutti gli elementi che lo compongono sono pubblici, a parte la chiave ovviamente.

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