Isis, da 15.500 foreign fighters supporto umano ed economico

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Secondo l'organismo Fatf-Gafi, i combattenti stranieri danno un contributo anche monetario allo stato islamico, ma la principale fonte di profitto resta il controllo del territorio. 50 gli italiani coinvolti. Diffusa da Sky News la foto di Jihad John

L'Isis dispone di circa 15.500 foreign fighters, di cui 50 italiani, che danno supporto "fisico e monetario" all'organizzazione, sia raccogliendo direttamente denaro nei Paesi d'origine prima di partire, sia beneficiando di finanziamenti delle diaspore. E' quanto si legge in un rapporto della Financial action task force sul riciclaggio di denaro, Fatf-Gafi.
La principale fonte di finanziamento dell'Isis - si legge nel rapporto - sono i "profitti illeciti legati al controllo del territorio, come saccheggio di banche, estorsione, controllo di pozzi petroliferi e raffinerie, rapine e tassazione illecita di beni in transito", a cui si aggiungono "rapimenti per estorsione, donazioni anche da o attraverso Ong, supporto materiale legato ai foreign fighters, raccolte fondi tramite i network di comunicazione".

"Il punto debole dell'Isis sono i finanziamenti" - E proprio nell'approvvigionamento dei fondi il report indica un potenziale punto debole: "Il bisogno di ampi finanziamenti per soddisfare le necessità organizzative e di governance rappresenta una vulnerabilità per la struttura dell'Isis", e "non è chiaro se il sistema di raccolta dei fondi, basato sui profitti illeciti che ottiene dal controllo di territori sarà sostenibile nel tempo".

Polemiche in Gran Bretagna per il terrorista "Jihadi John" - Intanto, i servizi segreti britannici rischiano di finire sotto torchio per non aver fatto abbastanza per fermare il terrorista dello Stato Islamico "Jihadi John". Alcune notizie trapelate attraverso la stampa hanno portato all'identificazione di Mohammed Emwazi, informatico 27enne londinese di origine kuwaitiana, un apparentemente tranquillo britannico che arrivato a un certo punto della sua vita avrebbe abbracciato l'integralismo.

La prima foto di Jhiadi John diffusa da Sky News - L'emittente britannica Sky News ha pubblicato in esclusiva la prima foto che ritrae Emwazi, ai tempi in cui frequentava l'università londinese di Westminster. Nell'immagine indossa un cappellino da baseball, ha i baffi e il pizzetto.


Servizi segreti sotto accusa
- Sir Menzies Campbell del comitato parlamentare per l'intelligence e la sicurezza ha detto che il gruppo di deputati "cercherà risposte" dai servizi segreti, per capire quanto si sapesse di Jihadi John negli anni a cavallo fra il 2009 e il 2012, dal suo primo arresto in Tanzania, passando per il rientro nel Regno Unito e per arrivare poi al viaggio dell'uomo in Siria, da dove non è più tornato. A tirare in ballo i servizi segreti era stato ieri pomeriggio anche Asim Qureshi, direttore del gruppo di pressione islamico Cage, che ha detto che Emwazi è stato interrogato più volte dall'MI5, che avrebbe anche cercato di ingaggiarlo come informatore dell'intelligence britannica.

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