Isis, Parigi apre la caccia ai foreign fighters

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In Francia ritirati i passaporti a sei cittadini che stavano pianificando un viaggio in Siria. De Mistura: “Non ripetere gli errori fatti a Tripoli”. Site: dallo Stato islamico nuove minacce all'Italia

Mentre arrivano nuove minacce all'Italia, il fenomeno dei combattenti stranieri continua a impensierire l'Ue e la Turchia, il cui territorio è attraversato da migliaia di aspiranti jihadisti che voglio unirsi all'Isis (FOTO - VIDEO - TIMELINE). Le autorità francesi hanno ritirato i passaporti a sei cittadini che stavano pianificando un viaggio imminente in Siria. Si tratta della prima misura preventiva di questo tipo, dopo le nuove leggi approvate a novembre per impedire che francesi si rechino all'estero per combattere al fianco degli jihadisti per poi rientrare in patria come “foreign fighters”. Anche a un'altra quarantina di francesi sarà impedito di viaggiare all'estero. Intanto l'inviato speciale dell'Onu a Damasco, Staffan de Mistura, avverte: in Siria non si devono ripetere gli errori commessi in Libia. Azzerare le istituzioni, spiega, significherebbe lasciare il Paese in balia dell'Isis.

Nuove minacce all'Italia -
E nel frattempo arrivano dunque anche nuove minacce contro l'Italia sul web. Secondo quanto riporta Site, un jiahdista mette in guardia l'Italia dall'entrare in guerra contro l'Isis per evitare che il Mediterraneo sia "colorato dal sangue dei suoi cittadini". Si fa quindi riferimento - sempre secondo Site - all'azione di potenziali lupi solitari italiani.

Oltre mille francesi pronti ad andare in Iraq e Siria -
Lo scorso mese il premier francese, Manuel Valls, aveva stimato in 1.400 i connazionali pronti a raggiungere la Siria o l'Iraq. E 1.400 sono i combattenti stranieri finora espulsi da Ankara, che sta collaborando con Londra al caso delle tre ragazze britanniche che, piantate in asso le rispettive famiglie, sono partite alla vola del medio Oriente.

Un fenomeno esteso -
La misura di quanto sia esteso il fenomeno dei "foreign fighters" la dà anche il bilancio delle vittime del conflitto in Siria e in Iraq. Tra i 1.465 jiahdisti di Isis e 73 qaedisti di Nusra uccisi nei 5 mesi da quando sono iniziati i raid della coalizione internazionale a guida Usa contro lo Stato Islamico in Iraq (8 agosto) e in Siria (23 settembre) (cifre dell'Osservatorio siriano per i diritti umani che denuncia come siano stati uccisi anche 62 civili, tra cui 8 minori e 5 donne), la maggioranza è costituita da “combattenti stranieri”.

I raid francesi -
Intanto, è arrivata nel Golfo Persico per partecipare ai raid aerei anti-Isis la portaerei a propulsione nucleare francese Charles de Gaulle con la sua squadra navale. Già nella mattinata di oggi, 23 febbraio, il primo caccia-bombardiere Rafale è decollato dal ponte della de Gaulle in direzione dell'Iraq dove, a differenza che in Siria, i jet francesi effettuano raid da settembre contro le postazioni Isis nell'ambito della coalizione internazionale a guida Usa.

Libia, accordo per una tregua -
E mentre in Libia è stato raggiunto un accordo preliminare per una tregua fra le milizie di Misurata e quelle di Zintan, nelle regioni occidentali, Ankara ha giustificato lo sconfinamento in Siria per evacuare i propri soldati a guardia di un mausoleo spiegando che stavano per essere attaccati dall'Isis.

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