Ucraina, Ue condanna violazioni tregua: “Pronti ad agire”

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Dopo le violenze di ieri la situazione resta confusa. I ribelli avrebbero iniziato a deporre le armi pesanti nel Donbass. I soldati ucraini abbandonando Debaltsevo dove i separatisti hanno issato le loro bandiere. Mogherini: "Rispettare gli impegni"

Resta confusa la situazione in Ucraina dove ieri la tregua sembrava non reggere. I separatisti filorussi hanno cominciato a ritirare le armi pesanti dalle aree tranquille nel Donbass, come prevedono gli accordi di Minsk. Lo riferiscono fonti del ministero della difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, citate dall'agenzia locale dei ribelli Dan-news. Dall'altra parte, fa sapere Poroshenko, i soldati ucraini hanno iniziato a ritirarsi da Debaltsevo, circondata dalle milizie filorusse che hanno issato le loro bandiere in città. Ed è dura la presa di posizione dell'Ue contro le azioni dei separatisti “sostenuti dai russi” a Debaltsevo, che rappresentano, dice Federica Mogherini, "una chiara violazione del cessate il fuoco".

Gli accordi - Il ritiro delle armi pesanti dalla linea di contatto nel Donbass e la creazione di una zona di sicurezza dai 50 ai 140 chilometri, è uno dei punti stabiliti dall'accordo di Minsk-2 sulla soluzione del conflitto. Un conflitto in cui, secondo l'Onu, sono morte fino ad ora più di 5600 persone. Mogherini chiede a Mosca di "attuare immediatamente e pienamente gli impegni" e minaccia: "L'Ue resta pronta a prendere misure appropriate nel caso in cui continuino i combattimenti e altri sviluppi negativi in violazione degli accordi" (LO SPECIALE - TUTTE LE FOTO - I VIDEO).

Oggi conference call tra leader -
E proprio dalle Nazioni unite ieri è arrivata l'approvazione del Consiglio di sicurezza, all'unanimità, della risoluzione russa che sostiene il cessate il fuoco. Ma le diplomazie continuano a lavorare: oggi è attesa una nuova conference call fra Putin, Merkel, Hollande e Poroshenko.

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