Libia, nuovi raid egiziani. Usa e Ue: soluzione sia politica

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La comunità internazionale si dice pronta a sostenere un governo di unità nazionale. L’Italia rafforza le misure di sicurezza: ok a 4800 militari. In Iraq altro orrore: 45 arsi vivi dall’Isis. Mercoledì si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’Onu

"I governi di Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti condannano fermamente tutti gli atti di terrorismo in Libia. L'efferata uccisione di 21 cittadini egiziani, da parte di terroristi affiliati all'ISIS, sottolinea ancora una volta l'impellente necessità di una soluzione politica del conflitto". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta. Il processo di dialogo sponsorizzato dalle Nazioni Unite per la formazione di un governo di unità nazionale, "costituisce la speranza migliore per i libici". La comunità internazionale "è pronta a sostenere pienamente un governo di unità nazionale per affrontare le sfide attuali della Libia". L'Egitto, intanto, ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell'Onu una risoluzione che autorizzi l'intervento internazionale. Il governo italiano ha rafforzato le misure di sicurezza: 4.800 militari impiegati nella protezione degli obiettivi sensibili. Dall'Iraq occidentale arriva invece la notizia dell'ultimo orrore dei miliziani dell'Isis, che avrebbero bruciato vive 45 persone ad al-Baghdadi, a soli 8 km dalla base aerea di Ain Al-Asad, dove 320 marines americani stanno addestrando i soldati della VII divisione irachena.

“Non permetteremo la condanna al caos” – Nella nota congiunta i governi di Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti riferiscono che "il Rappresentante Speciale del Segretario Generale Bernardino Leon convocherà nei prossimi giorni delle riunioni per coagulare ulteriore sostegno da parte libica ad un governo di unità nazionale”. Poi aggiungono: “La prosecuzione del conflitto in Libia va a beneficio esclusivo dei gruppi terroristici, ISIS compreso. Il terrorismo colpisce tutti i libici e nessuna fazione può affrontare da sola le sfide cui il Paese è chiamato a confrontarsi". E ancora: “Quattro anni dopo la rivoluzione non sarà consentito a chi tenta di impedire il processo politico e la transizione democratica della Libia di condannare il Paese al caos e all'estremismo. Costoro saranno ritenuti responsabili dal popolo libico e dalla comunità internazionale per le loro azioni".

Viminale, ok a 4.800 militari per vigilanza siti - Intanto, al Viminale il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ha presieduto una riunione del Comitato Nazionale dell'Ordine e la Sicurezza Pubblica alla quale hanno partecipato il Viceministro, Filippo Bubbico, il Capo di gabinetto, Luciana Lamorgese, i vertici nazionali delle Forze di polizia e dei servizi di Intelligence e il Capo di Stato maggiore della Difesa, Binelli Mantelli. Nel corso della riunione il Comitato - si legge in una nota del Viminale - ha fatto il punto sullo stato della sicurezza del Paese, confermando la necessità di tenere alto il livello di attenzione. Il Comitato ha poi espresso parere favorevole sulle modalità di attuazione, fino al 30 giugno 2015, del piano di impiego del contingente di 4.800 militari, appartenenti alla Forze Armate, nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili che assicureranno la prosecuzione dell'Operazione 'Strade Sicure' anche per le esigenze di contrasto al terrorismo.



Nuovi raid egiziani. Sirte riconquistata
- L’Egitto resta in prima linea contro l'Isis e ha continuato anche oggi a bombardarne la roccaforte islamista di Derna, dopo la decapitazione di 21 cristiani copti. Il presidente Abdel Fattah al Sisi si è rivolto al Consiglio di sicurezza dell'Onu, che si riunirà domani. Ma, secondo quanto riferito da Al Jazeera, l'esercito di Misurata vicino al governo islamista di Tripoli, non riconosciuto dalla comunità internazionale, è arrivato a Sirte, la città conquistata di recente dall'Isis, per liberarla dagli jihadisti.

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