Ucraina, ancora tensione e scontri a poche ore dalla tregua

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Prosegue l'ecalation di violenza nonostante l'annunciato cessate il fuoco previsto per mezzanotte. Esplosione a Donetsk. Il portavoce del governo: "120 attacchi nelle ultime 24 ore". Mosca: "Distorti alcuni accordi". Colloquio Poroshenko-Merkel-Obama

Alta tensione ancora in Ucraina (foto - speciale). Il governo di Kiev segnala che non ci sono segni di rallentamento nell'offensiva dei separatisti filorussi nell'est del Paese, a poche ore dall'entrata in vigore del cessate il fuoco previsto dagli accordi di Minsk II per la mezzanotte ora italiana di oggi, sabato 14 febbraio. "Non c'è calma, inoltre i ribelli continuano ad attaccare Debaltsevo", ha detto alla tv ucraina un portavoce militare, Anatoli Stelmakc, denunciando 120 singoli attacchi nelle ultime 24 ore.
E che le notizie non sia confortanti è confermato anche dall'annuncio delle milizie separatiste, che hanno detto che rispetteranno il cessate il fuoco, ma non a Debaltsevo perché gli accordi di Minsk II non dicono "una parola" al riguardo. Ad annunciarlo è stato il capo dell'autoproclamata repubblica di Donetsk Oleksandr Zakharcenko.
Zakharcenko ha inoltre ribadito che i miliziani non lasceranno uscire le truppe ucraine da Debalstevo, lo strategico nodo ferroviario conteso con Kiev e dove sono accerchiati da circa 8000 soldati, sottoposti anche oggi a pesanti bombardamenti.

Russia: "Distorti gli accordi" - L'accordo dunque rischia già di saltare: la Russia ha accusato gli Stati Uniti e gli alleati occidentali di aver distorto il senso dell'accordo di Misnk, sottoscritto solo 48 ore fa. "Rappresentanti ufficiali ucraini - si legge in una nota del ministero degli Esteri russo - così come quelli di diversi nazioni occidentali, gli Stati Uniti in particolare, hanno espresso essenzialmente solidarietà con il punto di vista dei nazionalisti radicali (la destra ucraina) alla Verkhovna Rada (il Parlamento di Kiev) ed hanno iniziato a distorcere il contenuto degli accordi di Minsk".

Esplosione a Donetsk - Nelle stesse ore di quelle dichiarazioni, una potente esplosione, simile alla deflagrazione di un colpo d'artiglieria, ha scosso la piazza centrale di Donetsk non lontano dal Park Inn Hotel dove il capo della autoproclamata Repubblica Indipendente (ucraina), Oleksandr Zakharchenko stava per tenere una conferenza stampa. Zakharcenko ha spiegato che l'esplosione è stata causata da tre mine deflagrate a soli 100 metri dal Park Inn Hotel. Il leader separatista nell'incontro con i giornalisti aveva annunciato che tutto il territorio della regione ucraina di Dontesk farà parte della Repubblica Popolare di Donetsk, non importa come sarà conquistato.
"Se non sarà soddisfatta la nostra richiesta di una indipendenza di fatto, rivendicheremo tutto il territorio della regione di Donetsk", ha spiegato.

Coloquio tra Poroshenko, Obama e Merkel - Di questo e di temi della crisi il presidente ucraino Petro Poroshenko parlerà al telefono prima con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande, poi con il capo della Casa Bianca Barack Obama.

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