Obama conferma: uccisa la cooperante rapita dall'Isis

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I terroristi avevano annunciato la morte di Kayla Mueller, 26 anni, affermando che era stata uccisa in un bombardamento dei caccia giordani. Lo stato islamico invia alla famiglia della vittima una foto del corpo

Il presidente americano Barack Obama ha dato notizia della morte di Kayla Mueller, cooperante americana presa in ostaggio dai miliziani dello Stato islamico, affermando che gli Stati uniti "troveranno e consegneranno alla giustizia i terroristi responsabili". Per dimostrare la morte della ragazza, l'Isis avrebbe inviato alla famiglia delle foto. E nelle mani dei terroristi "c'è almeno un altro ostaggio" Usa, ha detto il portavoce della Casa Bianca. Il riferimento, probabilmente, è all'ex marine e giornalista freelance Austin Tice, dato per sequestrato in Siria dal 12 agosto 2012.


La famiglia diffonde una lettera -
La famiglia di Mueller ha detto in un comunicato di essere "distrutta" dopo aver appreso della morte della donna e ha diffuso la copia di una lettera che Mueller aveva scritto nel 2014 mentre era nelle mani dei rapitori. L'Isis aveva annunciato la morte della ragazza affermando che era stata uccisa in un bombardamento dei caccia giordani, ma non ne aveva mostrato il corpo senza vita.

La lettera



Chi era Kaul Mueller - Volontaria per l'ong 'Support to Life', 26 anni, originaria di Prescott in Arizona, Kayla è stata rapita dai jihadisti in Siria nell'agosto 2013 insieme a un gruppo di altri cooperanti, che sarebbero poi stati rilasciati. Il suo nome non era mai stato divulgato dalle autorità americane per non mettere a rischio la sua incolumità. Era stato l'Isis a diffonderlo annunciando la sua morte.

Chiesti sei milioni per la sua liberazione - Per la sua liberazione, l'Isis aveva chiesto oltre sei milioni di dollari, ma Washington ha sempre mantenuto ferma la politica di non pagare il riscatto degli ostaggi, avvertendo anche le famiglie e i parenti degli americani detenuti in Siria o altrove che, se cedessero alle richieste dei terroristi, potrebbero essere perseguiti penalmente.

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