Grecia al voto, Tsipras: "Questo è un giorno storico"

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Urne aperte fino alle 18. Il leader di Syriza, favorito per la vittoria: "Il nostro futuro non è di austerità ma di democrazia". Samaras: elezioni decisive. Fiato sospeso in Europa per le possibili ripercussioni sull'euro

Un voto per la verità. Un test per l’Europa e i Mercati. Urne aperte oggi in Grecia fino alle 18 (ora italiana) per le elezioni parlamentari.  Il voto anticipato, per eleggere i 300 membri del Parlamento, si è reso necessario dopo la tripla fumata nera dei mesi scorsi nell'elezione del Capo dello Stato. Gli occhi di tutta Europa sono così puntati su Atene, ancora una volta. Poco meno di dieci milioni greci sono chiamati ad un voto destinato ad avere forti riflessi su tutta l'Unione. Protagonista assoluto è Alexis Tsipras, l'uomo che ha unito la frammentata sinistra greca in un partito, Syriza, che è il superfavorito per la vittoria. Un leader che ha convinto gran parte dei greci, schiacciati dalla crisi economica, che il tempo dell'austerità debba finire.

Timori per scelte su Euro e debito - Uno stop ai sacrifici che però contiene anche e soprattutto il rigetto degli accordi stretti tra il suo predecessore, il conservatore di Nea Dimokratia Antonis Samaras, e i creditori internazionali. E che per questo genera preoccupazione tra i fautori europei del rigore, favorevoli a una continuazione dell'attuale fase politica. Una vittoria della sinistra, dicono, potrebbe mandare la Grecia al fallimento e farla uscire dall'Eurozona. Ipotesi, questa, alla quale non crede l'Osce ("non credo che accadrà") e smentisce seccamente dallo stesso Tsipras, che pensa che si possa arrivare ad un accordo anche senza l'odiato Memorandum, dopo l'apertura mostrata dalla Bce per un acquisto 'condizionato' dei titoli greci. E soprattutto giudicata improbabile da molti altri leader d'Europa.

Syriza favorita, ma non sembra poter governare da sola - In tutti i sondaggi tuttavia Syriza non sembra poter conquistare abbastanza seggi (151 su 300) per poter governare da sola (nonostante il bonus che dà 50 seggi al partito di maggioranza relativa): la percentuale-soglia è però difficile da prevedere perché varia a seconda del numero di partiti minori che entrano in Parlamento. Alleanze sembrano dunque al momento inevitabili: ma due dei potenziali 'papabili' (il terzo è Potami, 'il fiume') sembrano in difficoltà; Kinima, dell'ex premier Giorgos Papandreou, sembra avere poche chance di entrare e il Pasok, partito dell'attuale vicepremier Evangelos Venizelos, formazione un tempo egemone in Grecia, lotta attorno al 4%.

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