Decapitato dall'Isis un ostaggio giapponese

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Diffuso un filmato in cui il giornalista Kenji Goto mostra una foto dell'esecuzione del contractor Yukawa. Tokyo: immagini "verosimilmente autentiche". Gli jihadisti chiedono uno scambio di prigionieri. Il premier Abe: "Atto inaccettabile e oltraggioso"

Uno dei due ostaggi giapponesi, Haruana Yukawa, in mano all'Isis sarebbe stato decapitato. Questa volta però non sarebbe stato pubblicato un video che mostra l'esecuzione, ma in un filmato diffuso sul web e rilanciato da alcuni siti come "Site", l'altro dei due ostaggi nipponici, il giornalista Kenji Goto Jogo, mostra l'immagine della presunta esecuzione del connazionale e implora per la sua vita, presentando nuove richieste all'Isis. I jihadisti, sostiene il prigioniero, non vorrebbero più il riscatto ma chiederebbero la liberazione di Sajida al-Rishawi, donna irachena, aspirante kamikaze. Il video sarebbe stato inviato alla moglie dell'ostaggio ucciso. Il governo di Tokyo ritiene "verosimilmente autentiche" le immagini che mostrano la morte del contractor Haruna Yukawa.

Il governo di Tokyo: "Oltraggioso" - L'esecuzione sarebbe avvenuta poche ore dopo lo scadere dell'ultimatum col quale gli estremisti islamici chiedevano un riscatto di 200 milioni di dollari e che il governo giapponese si era rifiutato di pagare. Il premier Abe ha definito l'eventuale esecuzione "un atto imperdonabile e oltraggioso". Abe ha poi chiesto il "rilascio immediato" dell'altro ostaggio, aggiungendo che il suo Paese non arretrerà di fronte al terrorismo.

Condanne di Cameron e Obama - Immediate anche le condanne di David Cameron e Barack Obama. Secondo il premier britannico l'apparente morte di uno dei due ostaggi giapponesi in un video diffuso dall'Isis è un promemoria della "barbarie omicida". Il presidente americano ha detto che gli Usa lavoreranno col Giappone e con tutti gli alleati per portare davanti alla giustizia i responsabili dell'assassinio dell'ostaggio giapponese e di tutte le altre vittime dei jihadisti. "Continueremo ad agire con lo scopo di sconfiggere l'Isis" ha aggiunto.

Chi è la donna di cui i jihadisti vogliono la liberazione - La donna di cui gli jihadisti chiederebbero ora la liberazione è la vedova di uno dei tre kamikaze che riuscirono a farsi saltare in aria ad Amman, nel 2005, causando 57 morti. Anche lei voleva farsi esplodere ma la sua cintura esplosiva non si attivò. Sarebbe anche la sorella di uno stretto collaboratore di Abu Musab al-Zarqawi, il leader di al-Qaeda in Iraq ucciso nel giugno del 2006 a Baquba. Catturata dalle autorità giordane, fece un'apparizione in tv per una sorta di confessione-rivendicazione; condannata a morte da un tribunale militare giordano, ha presentato appello ed è in attesa del giudizio.

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