Artico, l'animazione che mostra la scomparsa dei ghiacci

I ghiacci perenni (in bianco) drasticamente ridotti negli ultimi 25 anni al Polo nord - Credit: NOAA
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Una clip della Noaa, agenzia governativa americana che si occupa di meteorologia, illustra la progressiva diminuzione dei ghiacci al Polo Nord. A sparire sono soprattutto quelli perenni, i più importanti per il clima terrestre. IL VIDEO

Non è tutto dello stesso valore il ghiaccio che luccica. Non lo è soprattutto nell'Oceano Glaciale Artico, uno dei luoghi più colpiti dagli effetti del riscaldamento globale. A queste latitudini infatti la qualità del ghiaccio conta, ed è in stretta relazione con la sua età: più è giovane e meno è resistente. Il problema, come mostra un video animato prodotto dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), è che il ghiaccio artico sta ringiovanendo troppo in fretta diventando così meno spesso e compatto (trattiene più sale marino) e più suscettibile a liquefarsi, soprattutto nelle annate più calde.

Glaciazioni bacino Artico



Il ciclo termico al Polo Nel video dell'ente americano – basato sui dati oceanografici, satellitari e quelli del National Snow and Ice Datacenter – sono proposti i cicli termici artici dal 1987 al 2014, in base ai quali il ghiaccio sulla calotta polare aumenta da settembre a marzo e si fonde da marzo a settembre. Le parti bianche rappresentano il ghiaccio che si è formato più di dieci anni fa (anche chiamato 'perenne'), le più scure quello che si è formato durante l'ultima stagione. Le coordinate in cui avviene il ciclo termico sono: a sud, tra l'Alaska e il Canada occidentale, il Mare di Beaufort, a est lo Stretto di Bering e a ovest lo stretto di Fram, attraverso cui i ghiacci entrano nell'Atlantico settentrionale, tra Groenlandia e Islanda. Negli anni '80 la percentuale di ghiaccio perenne era del 26%, mentre nel 2014 è scesa al 10%. Se l'animazione può forse ingannare l'occhio sulla reale entità del cambiamento per via del ripetersi dei cicli di glaciazione e scioglimento, confrontando gli ultimi quattro anni con quelli dal 1987 al 1991 il fenomeno risulta lampante: il Mare di Beaufort oggi non viene quasi interessato dal giro che le banchine più longeve facevano un tempo nelle sue acque.

Gif comparativa scioglimento 1987-1991/2010-2014



L'ultimo anno - Il 2014, nonostante la tendenza assolutamente negativa degli ultimi cinque lustri, non è stato nemmeno il peggiore per la calotta glaciale artica, anche se è stato l'anno più caldo della storia (registrata) del pianeta. In base ai dati diffusi dalla Noaa, il ghiaccio formatosi negli anni precedenti ha resistito meglio che nel 2012 e nel 2013. Ma non c'è alcun motivo per restare allegri, si è formato infatti meno ghiaccio fresco. E il precedente record negativo di temperature è stato il 2010, due anni prima dei peggiori dati provenienti dal ghiaccio perenne artico. Gli effetti del record di quest'anno probabilmente si sentiranno nei prossimi cicli termici del Polo.

Scioglimento ghiaccio artico nella primavera-estate 2014



Ghiaccio vitale - La diminuzione del ghiaccio perenne mette ulteriormente in pericolo l'ecosistema globale. I Poli ghiacciati sono infatti fondamentali per almeno tre motivi. Grazie alla rifrazione dei raggi solari (ne riflettono dalle 4 alle sei volte rispetto all'acqua) contribuiscono al mantenimento della temperatura terrestre; Sottraggono all'atmosfera significative quantità di gas tra cui il metano, che liberato non è salubre alla nostra salute; e infine sono i motori della circolazione delle correnti marine, da cui il clima di tutto il globo dipende.

Temperature 1960-2014

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