Marò, Corte indiana concede a Latorre altri 3 mesi in Italia

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Il fuciliere di Marina, che è stato dimesso dall'ospedale, potrà proseguire la convalescenza a casa. Il ministro degli Esteri Gentiloni: "Una notizia positiva basata su ragioni umanitarie, ma ora bisogna lavorare a una soluzione definitiva"

La Corte suprema indiana ha concesso una estensione di tre mesi della permanenza in Italia per motivi di salute del fuciliere di marina Massimiliano Latorre, operato nei giorni scorsi nell’ospedale di San Donato Milanese. “Una buona notizia”, ha commentato il ministro degli Esteri Gentiloni.
Intanto nello stesso giorno, mercoledì 14 gennaio, Latorre è stato dimesso dall'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano. "Permane la necessità di un prosieguo  delle terapie consigliate e un attento monitoraggio nelle prossime settimane dell'evoluzione della sua situazione clinica", dice una nota dell'Istituto.

Italia garantisce su rientro - La sezione numero tre presieduta dal giudice Anil R.Dave ha disposto l'estensione del permesso dopo aver ascoltato la posizione del pubblico ministero indiano (additional solicitor general P.L. Narasimha) e dell'avvocato di Latorre, Soli Sarabjee.
La seduta è stata particolarmente breve poiché Narasimha ha consegnato alla Corte una lettera di istruzione da parte del governo indiano in cui si accettava la possibilità che il fuciliere continuasse la sua convalescenza in Italia per tre mesi. Contestualmente la Difesa ha presentato ai giudici una garanzia scritta firmato dall'ambasciatore d'Italia in India Daniele Mancini in cui c'è un impegno a rispettare la nuova scadenza fissata dalla Corte per il rientro di Latorre.

Gentiloni: "Lavorare a soluzione definitiva" - "Una notizia positiva": così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni,  ricordando che si trattava di una "richiesta basata su ragioni umanitarie". "Ora bisogna lavorare a una soluzione definitiva" per entrambi i marò", ha aggiunto.
Commentando a caldo la notizia dell'estensione di tre mesi della permanenza in Italia di Latorre per motivi di salute, Gentiloni ha quindi aggiunto: "E' molto positivo che queste ragioni umanitarie siano state riconosciute anche dal rappresentante del governo indiano".

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