Charlie Hebdo, Al Qaeda rivendica la strage

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In un video uno dei leader dell’organizzazione terroristica nello Yemen afferma che dietro gli attacchi in Francia c’è al Zawahiri. Cnn: "Al Qaeda diede 20mila dollari a Cherif Kouachi". Intanto sarebbe stato identificato un quarto uomo degli attentati

Una settimana dopo l'avvio degli attentati che hanno portato il terrore nel cuore della Francia, Al Qaeda nella penisola arabica ha rivendicato la strage nella sede di Charlie Hebdo. L'ordine, spiega in un video postato su YouTube Nasser bin Ali al-Ansi, comandante militare del braccio yemenita della rete del terrore, arriva direttamente dal leader di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri. "Al Qaeda nella penisola arabica rivendica questa operazione come una vendetta per le offese contro il profeta Maometto". E aggiunge: "I vertici di Al Qaeda nella penisola arabica hanno scelto l'obiettivo, organizzato e finanziato il piano, seguendo gli ordini del nostro generale Ayman al Zawahiri". Per l'intelligence americana il video è autentico.
Il presidente francese Francois Hollande, intanto, non si fa intimorire dalla strage di Parigi e ha formalmente confermato l'invio della portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle e della sua flotta nel Golfo Persico, per intensificare le operazioni contro Isis in Iraq.

Al Qaeda diede 20 mila dollari a Kouachi - Intanto, secondo quanto riferisce la Cnn, Cherif Kouachi, uno dei due fratelli autori della strage a Charlie Hebdo, sarebbe rientrato dallo Yemen nel 2011 con 20mila dollari in contanti, denaro che al Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap) gli avrebbe dato per portare a termine l'attacco terroristico al giornale satirico francese di Parigi.

A ruba le 700 mila copie di Charlie Hebdo - E sono andate completamente a ruba in Francia le 700.000 copie del nuovo numero di Charlie Hebdo, il primo dopo la strage di mercoledì scorso che ne ha decimato la redazione. Già all'alba si erano fermate lunghe code per acquistare il settimanale satirico a Parigi e in molte altre città. In copertina, come preannunciato, una vignetta di Maometto che piange e dice "Tutto è perdonato". Il distributore ha annunciato che questa settimana saranno stampate e messe in vendita altre copie per un totale di cinque milioni, anziché i tre milioni inizialmente previsti. Molti francesi che non sono riusciti a comprare Charlie Hebdo hanno ripiegato sull'altro settimanale satirico, Le Canard Enchaine', che in un numero di solidarietà con i colleghi ha titolato "Non lasciatevi abbattere".

Polemiche per le nuove vignette - La scelta di mettere nuovamente in copertina una vignetta con Maometto rischia però di aprire un nuovo fronte con il mondo islamico e non solo quello estremista. L'Unione mondiale degli ulema musulmani ha affermato che "non è ragionevole, ne' logico, ne' saggio pubblicare i disegni e le vignette che offendono il profeta o attaccano l'Islam". L'organismo basato in Qatar è diretto dal predicatore Yussef al-Qaradaui, considerato l'eminenza grigia del Fratelli musulmani. Critiche anche dagli jihadisti dell'Isis che l'hanno definito un atto "estremamente stupido". Condanne sono arrivate anche dall'Iran, che ha parlato di iniziativa "offensiva e provocatoria" che "urta i sentimenti dei musulmani in tutto il mondo e potrebbe alimentare la fiamma del circolo vizioso dell'estremismo".

Identificato “quarto uomo” delle stragi -
Intanto, l'anti-terrorismo francese avrebbe identificato il "quarto uomo" delle stragi, il complice dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly, grazie al ritrovamento di un mazzo di chiavi di una moto nell'appartamento affittato dal killer di Montrouge a Gentilly, cittadina nella Val-de-Merne. L'uomo, con precedenti per criminalità comune, è ancora alla macchia e si teme che potrebbe anche lui aver raggiunto la Siria nei giorni scorsi come la compagna di Coulibaly, Hayat Boumedienne.

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