Parigi, Coulibaly voleva fare una strage in un asilo ebraico

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Secondo indiscrezioni il killer di Port de Vincennes, la mattina in cui ha ucciso una poliziotta, aveva come obiettivo una scuola materna. “Volevo vendicare i bimbi di Gaza” avrebbe detto lui stesso alle persone che ha preso in ostaggio al negozio kosher

Amedy Coulibaly, il killer di Port de Vincennes, voleva fare una strage di bambini in un asilo ebraico nel quartiere di Montrouge a Parigi l’8 gennaio, il giorno in cui ha ucciso una poliziotta municipale di 25 anni. L’indiscrezione, riportata da alcuni quotidiani, si basa su rivelazioni che il terrorista avrebbe fatto alle persone che ha preso poi in ostaggio venerdì scorso in un supermercato kosher. “Volevo vendicare i bambini uccisi a Gaza” avrebbe detto l’uomo. Ad evitare un’altra strage, all’indomani di quella dei fratelli Kouachi alla redazione del giornale Charlie Hebdo in cui hanno perso la vita 12 persone, sarebbe stato il caso.

Quella mattina, giovedì 8 gennaio, l'agente municipale Clarissa Jean-Philippe, dopo un banale incidente stradale si è infatti avvicinata a Coulibaly per un controllo mentre l’uomo stava parcheggiando davanti alla scuola. Lui, armato e con indosso un giubbotto antiproiettile, l’ha uccisa all'istante. Poi è fuggito a bordo di una Clio bianca. Le sue tracce si sono perse fino all'indomani quando è iniziato l'assedio al negozio ebraico costato la vita a quattro ostaggi e terminato con il blitz che ha portato alla morte dello stesso terrorista. La sua compagna Hayat Boumedienne, che si pensava fosse all’interno del negozio kosher, sarebbe invece in Siria da giorni.

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