Parigi, il commesso musulmano che ha salvato alcuni ostaggi

1' di lettura

Lassana Bathily, 24 anni, originario del Mali, dipendente del market kosher in cui Coulibaly ha fatto irruzione, ha messo in salvo diverse persone nascondendole nella cella frigorifera. Il fratello del poliziotto Ahmed Merabet: "Ucciso da falsi musulmani"

Si chiama Lassana Bathily, ha 24 anni, è originario del Mali ed è di religione musulmana. È uno degli eroi delle oltre 50 ore di terrore che hanno paralizzato Parigi e l’intera Francia. Venerdì 9 gennaio, nel supermercato kosher vicino alla stazione di Porte de Vincennes, ha salvato alcune persone dalla furia jihadista di Amedy Coulibaly.

La salvezza nella cella frigorifera - Lassana Bathily si trovava in quel negozio nella periferia orientale di Parigi, dove diversi ebrei stavano acquistando cibi kosher in vista dello Shabbat, perché ci lavora come commesso. Quando il terrorista è entrato impugnando le armi e ha ucciso quattro persone, il ragazzo ha radunato più gente possibile, l’ha portata nei sotterranei e l’ha nascosta nella cella frigorifera. “Ho detto loro di calmarsi e di non fare rumore, perché se ci avesse scoperti ci avrebbe uccisi", ha detto a Bfm-tv, spiegando di aver spento l'impianto di raffreddamento e le luci della stanza per non destare sospetti. "Ho avuto l'idea di uscire dal montacarichi e scappare all'esterno – ha raccontato ancora – ma gli altri hanno avuto paura e non hanno voluto".


L'omaggio sul web - Non si sa con esattezza quante persone siano state salvate dal giovane. Alcuni parlano di “sei adulti e un bebè”, altri di “una quindicina di ostaggi nascosti”. Ma i numeri non hanno importanza. “Chi salva una vita salva il mondo intero”: su questo concordano sia il Corano di Lassana Bathily sia il Talmud degli ebrei che ha salvato. E anche tanta gente che, sui social, si è commossa per il gesto del ragazzo musulmano. Qualcuno ha anche chiesto di decorarlo con la Legion d'onore.

La conferenza dei parenti di Ahmed Merabet - Solidarietà e riconoscenza, su internet, anche per un altro musulmano che, però, nel tentativo di opporsi ai terroristi ha perso la vita: Ahmed Merabet, l'agente in bicicletta ucciso dagli autori della strage a Charlie Hebdo. Le immagini degli ultimi istanti della sua vita, finita su un marciapiede sul Boulevard Richard Lenoir, hanno fatto il giro del mondo. Di origini arabe e nato in Francia, aveva 42 anni. Lascia una moglie e due figli. I suoi parenti hanno tenuto una conferenza stampa. “Mio fratello era musulmano, si è fatto uccidere da dei falsi musulmani”, ha detto il fratello di Ahmed Merabet. E ancora: "Mi rivolgo a tutti i razzisti, islamofobi e antisemiti, non bisogna confondere gli estremisti e i musulmani. L'Islam è una religione di pace, condivisione e amore". Poi è scoppiato in lacrime, insieme a tutta la sua famiglia.

Leggi tutto