Charlie Hebdo, la compagna di Charb: "Era un eroe"

1' di lettura

"Lo hanno ucciso perché difendeva la laicità" dice Jeannette Bougrab, fidanzata del direttore del giornale satirico. Charbonier "e i colleghi meritano il Pantheon. Si sono battuti per quei principi di libertà che ci siamo dimenticati di difendere"

"Erano persone eccezionali. Stavo con un eroe, che ammiravo". Non urla il suo dolore la compagna di Charb, il direttore di Charlie Hebdo. Jeannette Bougrab, ex sottosegretario alle Politiche giovanili, ha il volto segnato, la voce è flebile e commossa, ma ai microfoni di Bfm Tv racconta chi era Stephane Charbonier, ucciso insieme ad altre 11 persone nell'attacco contro la redazione del giornale satirico. "Era una persona allegra, si era fatto da solo. Era approdato al disegno perché un giorno si era imbattuto in una vignetta di Jean Cabut e adesso è morto insieme a lui".

"Si sentivano minacciati" - I vignettisti di Charlie Hebdo si sentivano minacciati, ammette Jeannette Bougrab, "cercavano di vivere normalmente, ma era molto complicato. Erano sotto protezione, ma avevano eliminato un presidio fisso sotto la redazione che forse avrebbe potuto evitare il dramma".

Charb, morto in piedi in nome laicità - "E' morto in piedi, è stata un'esecuzione - aggiunge - Lo hanno ucciso perché difendeva la laicità, lo spirito di Voltaire. E' stato giustiziato con i suoi compagni, non si può che essere orgogliosi di lui. Tutti questi disegnatori meritano il Pantheon. Si sono battuti per quei principi di libertà che noi ci siamo dimenticati di difendere".
Commossa fino alle lacrime, non vuole mostrare comprensione per gli assassini: "Ho perso il mio caro, la persona che amavo. Non mi interessano le spiegazioni di chi dice che i due assassini  sono ragazzini che non hanno punti di riferimento". In chiusura, un pensiero per l'ultimo progetto di Charb, un libro sull'islamofobia, che "aveva preparato per dire che si può essere laici e tolleranti. E il libro uscirà quando lui non ci sarà più".

Leggi tutto