Marò, Corte indiana esamina estensione permesso di Latorre

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Si terrà lunedì prossimo l’udienza per discutere la possibilità di far restare in Italia il fuciliere, operato due giorni fa per un’anomalia cardiaca. Insieme a Salvatore Girone è accusato in India dell’omicidio di due pescatori

La Corte suprema indiana ha accettato oggi di discutere lunedì prossimo una nuova istanza presentata dall'Italia per un’estensione del permesso concesso al fuciliere di Marina Massimiliano Latorre di curarsi in Italia per le conseguenze dell'ictus subito a settembre. La nuova istanza è stata presentata oggi dall'avvocato K.T.S. Tulsi nell'aula numero uno della Corte Suprema allo stesso presidente H.L. Dattu.

Latorre è ricoverato al Policlinico San Donato da venerdì scorso e due giorni fa è stato operato per un'anomalia cardiaca. Oggi potrebbe esserci una comunicazione ufficiale sulla data delle dimissioni e sul periodo di convalescenza. Proprio per questo, per far sì che il fuciliere possa trascorrere la convalescenza in Italia, il suo legale ha chiesto la possibilità di far restare Latorre per un periodo più lungo senza specificarne la durata. Il giudice ha quindi accettato la richiesta e ha fissato l'udienza per lunedì 12 gennaio, giorno in cui alla mezzanotte scadrà l'autorizzazione di quattro mesi concessa a settembre.

Ieri sul caso era intervenuto anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon che, secondo quanto riferito dal suo portavoce, si è detto preoccupato “che la vicenda tra Italia e India" sui marò "rimanga irrisolta e acuisca le tensioni tra due importanti Stati membri". Per Ban "è importante che entrambe le parti cerchino di giungere ad una soluzione ragionevole e reciprocamente accettabile". Ban, aggiunge il portavoce, "teme che la vicenda possa avere implicazioni per gli sforzi comuni e la collaborazione sulla pace e la sicurezza internazionale, comprese le operazioni antipirateria".

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