Pakistan, i talebani minacciano nuovi attentati

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Dopo la strage nella scuola di Peshawar, che ha causato 141 morti, sono stati annunicati nuovi attacchi. Il governo pachistano chiude a ogni forma di dialogo e annuncia la sospensione della moratoria sulla pena di morte. Proclamati tre giorni di lutto

Dopo la strage nella scuola di Peshawar, costata la vita a 141 persone (FOTO), i talebani pachistani hanno minacciato nuovi attentati come "vendetta" per le operazioni dell'esercito nel nord-ovest e hanno esortato i civili a evitare scuole e altre sedi militari.  Il governo pachistano ha intanto deciso di sospendere la moratoria sulla pena di morte introdotta dal precedente esecutivo.

Nuove minacce dai talebani - Nel comunicato in cui minacciano nuove azioni, i talebani affermano di aver realizzato l'attacco alla scuola militare di Peshawar come rappresaglia "per l'uccisione dei compagni in carcere" e "per le operazioni militari" in corso da diversi mesi  nel Nord Waziristan e nella Khyber Agency. Secondo il gruppo fondamentalista, l'attacco di ieri è stato condotto da un commando di sei talebani guidati dal comandante Khalifa. I talebani hanno spiegato di voler colpire la scuola "perché è una istituzione dell'esercito dove i bambini vengono istruiti per poi entrare in futuro nelle forze armate". Hanno poi aggiunto che dall'inizio dell'anno 600 detenuti e loro familiari sono stati uccisi dalle forze di intelligence. Nel comunicato, si chiede la cessazione del "genocidio" della comunità tribale vittima delle "cosiddette operazioni militari" e il rilascio dei mujahiddin che sono in carcere.

Pakistan sospende moratoria su pena di morte - Il premier pachistano Nawaz Sharif ha intanto deciso oggi di revocare la moratoria sulle esecuzioni delle condanne a morte dopo la strage talebana. Il premier pachistano Nawaz Sharif ha deciso oggi di revocare la moratoria sulle esecuzioni delle condanne a morte dopo la strage talebana alla scuola militare di Peshawar. Sharif ha inoltre ribadito l'intenzione di proseguire nella strategia di attacco contro i talebani. "i risultati del dialogo - ha spiegato - sono davanti ai vostri  occhi. Non siamo riusciti a ottenere nulla con il dialogo e l'aeroporto di Karachi è stato attaccato". Il riferimento è all'attentato sferrato dai Talebani l'8 giugno scorso all'aeroporto internazionale Jinnah di Karachi e costato la vita a 28 persone. A proposito dei tentativi di dialogo, il premier ha ammesso: "Sento che non è più possibile andare avanti in questo modo". Per questo, ha  aggiunto, "il governo ritiene che si debba continuare l'azione contro di loro".

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