Torture Cia, il direttore Brennan: "Usati metodi ripugnanti"

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Il numero uno dell'Agenzia interviene in tv dopo che il rapporto del Senato ha rivelato le tecniche violente usate negli interrogatori dopo l'11 settembre. "Temevamo un nemico che non riuscivamo a vedere e non c'erano risposte facili"

Dopo l'11 settembre "temevamo di essere colpiti ancora da un nemico che non riuscivamo a vedere", e "non c'erano risposte facili". Così il direttore della Cia John Brennan, in un intervento televisivo sulle torture dell'Agenzia rivelate dal rapporto del Senato. Brennan ha anche riconosciuto che l'Agenzia ha utilizzato metodi di interrogatorio "ripugnanti" e non ha chiamato alcuni agenti responsabili di "errori" a risponderne.

Brennan ha iniziato il suo discorso ripercorrendo minuziosamente i tragici momenti dell'attentato dell'11 settembre del 2001 per illustrare "lo scenario" nel quale le torture sono avvenute quando lui della Cia era il numero due. L'attuale capo dell'Agenzia ha tenuto a sottolineare che questi metodi di interrogazione "sono stati introdotti per legge" per combattere Al-Qaeda ed erano dunque legali fino a quando la loro ammissibilità è  stata revocata con l'arrivo alla Casa Bianca del presidente Barack Obama.

Le informazioni ottenute durante gli interrogatori con le torture, ha proseguito, "sono state utilizzate per l'operazione finale che ha portato alla cattura di Osama Bin Laden", ma ha anche precisato: "Non si può  sapere se le tecniche avanzate di interrogatorio abbiano prodotto informazioni utili".

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