La caduta del muro di Berlino e il nuovo ordine mondiale

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La fine del mondo diviso in blocchi ha ridisegnato i confini, soprattutto a Est. Dell'Unione Sovietica è rimasta la Russia. Di quella galassia passata alla storia col nome di Patto di Varsavia, rimangono oggi stati sovrani e non più satelliti

C'era una volta il mondo diviso in due blocchi. Da una parte l'Occidente, democratico e capitalista. Dall'altra l'Est, socialista e statalista. Stati Uniti e Unione Sovietica i due paradigmi di quella divisione. In mezzo il muro di Berlino, a fare da cerniera tra due ideologie contrapposte. La Storia con la S maiuscola ha archiviato quella stagione con la definizione di "Guerra fredda".

Dall'Urss alla Russia -
Oggi di quel mondo non c'è più traccia (LO SPECIALE - LE FOTO - I VIDEO). Soprattutto a est è cambiato tutto. Andata in frantumi l'ideologia comunista con la caduta del muro, sono stati ridisegnati nuovi confini e nuovi conflitti, ancora adesso in continua e rapida evoluzione. Innanzitutto non c'è più l'Urss, implosa insieme all'idea di tenere insieme realtà geopolitiche tra loro troppo diverse, in nome delle ceneri della rivoluzione del '17. Basti pensare all'Ucraina e ai paesi caucasici, un tempo agli ordini di Mosca, oggi realtà frantumate tra ambizioni secessioniste e rigurgiti nostalgici. Dell'Unione Sovietica oggi è rimasta la Russia, un tempo cuore dell'impero, oggi gigante della nuova economia globalizzata, piena di contraddizioni e governata dall'ex colonnello del Kgb Vladimir Putin, che ha avuto il merito di attraversare il prima e il dopo Gorbaciov, non senza qualche nostalgia di troppo.

C'era una volta il Patto di Varsavia - Di quella galassia passata alla storia col nome di Patto di Varsavia, rimangono oggi stati sovrani e non più satelliti, passati addirittura dalla parte della Nato: leggi Lituania, Lettonia, Estonia e quella Polonia che, con il contributo di un certo Karol Wojtyla, diede con Solidarnosc la picconata decisiva al muro che divideva est e ovest. Non c'è più la Cecoslovacchia, che nel '68 ebbe il coraggio di rivoltarsi al potere del Cremlino, divisa oggi tra Repubblica Ceca e Slovacchia. Non c'è più la Romania di Ceausescu, entrata a far parte della famiglia dell'Unione europea. Stesso discorso per la Bulgaria, un tempo simbolo delle famose maggioranze bulgare guidate dal partito unico. L'Ungheria di oggi parla invece adesso il linguaggio della destra xenofoba di Orban. Paradossi della storia.

Il nuovo ordine mondiale - Ma soprattutto non ci sono più la Repubblica federale tedesca e la Repubblica democratica tedesca. C'è solo la Germania unita, per volere indiscutibile di Helmuth Kohl, il cancelliere della riunificazione. Oggi Berlino non è più una città divisa in due tra paure e sospetti reciproci, ma è il simbolo dell'ultimo motore pulsante che reagisce alla crisi della cara vecchia Europa. Benvenuti nel nuovo ordine mondiale.

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