Apple, Tim Cook: “Orgoglioso di essere gay”

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Il numero uno della società di Cupertino, in un editoriale su Business Week, annuncia pubblicamente di essere omosessuale: "il più grande regalo che Dio mi abbia fatto"

“Anche se non ho mai negato il mio orientamento sessuale, neanche l'ho mai ammesso pubblicamente. Dunque, lasciate che sia chiaro: sono orgoglioso di essere gay e considero il fatto di essere gay il più grande regalo che Dio mi abbia fatto”.
Poche righe, ma chiare. Così Tim Cook, amministratore delegato di Apple e successore di Steve Jobs alla guida dell'azienda, ha dichiarato al mondo di essere omosessuale. La comunicazione è arrivata attraverso un editoriale scritto per Bloomberg Business Week in cui il numero uno della Mela spiega perché ha deciso di abbandonare la riservatezza che fino a questo momento aveva mantenuto sull'argomento. Ad ispirarlo, scrive, sono state le parole di Martin Luther King sulla necessità di fare qualcosa di buono per gli altri. “Mi sono reso conto – scrive Cook – che il mio desiderio di privacy mi stava trattenendo dal fare qualcosa di molto importante”. Ovvero far sapere al mondo che la guida di una delle più grandi aziende della terra è omosessuale. “Se sapere che l'amministratore delegato di Apple è gay può aiutare qualcuno che ha difficoltà ad accettarsi per quello che è, o portare un po' di conforto a chiunque si senta solo, o ispirare delle persone ad insistere a veder riconosciuta la loro eguaglianza, mi pare che questo valga il sacrificio della mia privacy”.

Rompere il silenzio – Con questa dichiarazione Cook diventa il personaggio più importante del mondo del business ad avere fatto coming out. Come aveva notato qualche mese fa un articolo su Upshot, il datablog del New York Times, nell'universo delle grandi aziende americane la diversità sessuale resta ancora un tabù quando si tratta degli alti dirigenti. Nonostante le politiche di non discriminazione ormai comuni nella maggioranza delle più grandi imprese a stelle e strisce, gli uffici restano un luogo nel quale essere gay, lesbiche o transgender viene tenuto per lo più nascosto. Con questo gesto Cook spera, probabilmente, di contribuire a cambiare questo stato di cose. Solo pochi giorni fa in un discorso pronunciato in Alabama, suo stato di nascita, aveva parlato della battaglia per i diritti della comunità LGBT e aveva promesso di non “restare mai in silenzio” su questi temi.



Da King a Kennedy – In quell'occasione, così come nell'articolo per Bloomberg Business Week, Cook aveva citato le leggi che in alcuni stati americani ancora permettono ai datori di lavoro di licenziare i dipendenti per via del loro orientamento sessuale. Nel suo scritto Cook cita Martin Luther King e John F. Kennedy, le cui foto sono appese nel suo ufficio, come punti di riferimento del suo gesto. “Non pretendo che scrivere queste cose mi metta al loro stesso livello. Quello che fa è consentirmi di guardare a quelle immagini e sapere che sto facendo la mia parte, per quanto piccola, per aiutare gli altri. Costruiamo la strada verso la giustizia mattone dopo mattone. Questo è il mio mattone”. La notizia del coming out è stata ovviamente ripresa dai media di tutto il mondo e ha suscitato le reazioni di migliaia di utenti dei social network.






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