Elezioni Ucraina: Poroshenko vince, ma non sfonda

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Forze filooccidentali verso la vittoria. Secondo gli exit-poll, il presidente è in testa al 23%, ma i filo-russi di Yanukovich otterrebbero un sorprendente 8% entrando così alla Camera. Non si è votato in Crimea e nelle zone controllate dai filorussi

Si chiusi 20 locali (le 19 in Italia) i seggi in Ucraina per le elezioni parlamentari anticipate che, a quasi un anno dall'Euro Maidan, dovranno rinnovare una Rada composta da 450 seggi, assegnati per metà con il proporzionale (in lizza 29 partiti) e metà con il maggioritario (3468 candidati).

Vincono filo-occidentali e nazionalisti
- Secondo quanto emerge da due exit poll i partiti filo-occidentali e nazionalisti avrebbero vinto nettamente queste elezioni. Sorprende però il risultato del filo-russo Partito d'opposizione dell'ex presidente Viktor Yanukovich che, nonostante il boicottaggio nelle regioni dell'est, risucirà comunque a portare propri deputati alla Rada, con un inaspettato 8%.

Male il partito di Iulia Timoshenko - Bloc, partito del presidente ucraino, Petro Poroshenko, e il Fronte popolare del premier, Arseniy Yatseniuk, hanno conquistato rispettivamente il 23% e il 21%. Terza forza con il 14% è il Samopomich (Autoaiuto) Andriy Sadoviy, sindaco di Leopoli, a lungo culla del nazionalismo ucraino. Deludente il partito radicale dell'ultranazionalista Oleg Lyashko, quinto con appena il 6% e che dovrà accantonare la rivendicazione della poltrona di primo ministro. In Parlamento entra anche il partito nazionalista dell'ex premier Yulia Tymoshenko, Batkivshchyna (patria), ma solo con il 6% subito davanti all'estrema destra di Svoboda (libertà). Per la prima volta dalla caduta del comunismo il Partito comunista non entrerà in Parlamento, non avendo raggiunto il quorum del 5%.

Non si è votato in Crimea - Una trentina di scranni nel futuro parlamento però resteranno vuoti: non si è votato infatti in Crimea, annessa da Mosca dopo un controverso referendum in marzo, e nelle zone controllate dai ribelli filorussi nelle regioni orientali di Donetsk e Lugansk, che hanno convocato autonome elezioni parlamentari e presidenziali per il 2 novembre, in violazione degli accordi di Minsk (le tappe della crisi). Gli aventi diritto sono stati circa 34 milioni e hanno potuto votare in 34.000 seggi, di cui 112 in 72 Paesi (4 in Italia).

Poroshenko: "Spero di fare coalizione filo-europea" - In una nota pubblicata dopo la
diffusione dei primi exit poll, Poroshenko ha ringraziato gli elettori per aver sostenuto "una maggioranza democratica, riformista e pro-europea". "La maggioranza degli elettori si è schierata a favore delle forze politiche che sostengono il piano di pace presidenziale e cercano una soluzione politica alla situazione nell'est", si legge nella nota. In precedenza, su Twitter, aveva scritto: "Costruiremo un futuro di pace per i nostri figli" scrive Poroshenko su Twitter.


Elezioni difficili - Il Paese, sull'orlo del baratro economico-finanziario, tenta così di girare pagina a quasi un anno dalla traumatica rivolta del Maidan, dopo la cacciata del presidente Ianukovich, l'annessione russa della Crimea, la firma dell'accordo di associazione con la Ue, un conflitto nell'est filorusso che ha causato oltre 3800 morti e circa un milione di sfollati, ora congelato da una fragile tregua (tutti i video). E un braccio di ferro inconcluso sulle forniture di gas russo che lascia per ora l'Ucraina al freddo, con i riscaldamenti chiusi nonostante le temperature sotto zero.

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