Ebola, l'Oms frena su allarme per Occidente

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In Europa il rischio resta basso ma occorre aumentare il livello di guardia. Nuovi casi sospetti in Francia, Spagna e Usa. L'ospedale di Dallas ammette "errori" nelle prime fasi delle cure del paziente zero. Ban ki-moon: serve un miliardo di dollari

L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha ridimensionato il rischio di una diffusione del virus ebola in Occidente, spiegando che è improbabile un'epidemia in Europa o Stati Uniti, dove i sistemi sanitari sono strutturati ed efficienti (lo speciale). Nonostante questo resta alto il livello di allarme e il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché "finanzi 1 miliardo di dollari di aiuti" per contrastare il virus (ebola, le cose da sapere - infografica).

I ministri della Salute a Bruxelles - I ministri della Salute europei, intanto, al temine di una riunione informale tenutasi a Bruxelles, ripetono che "il rischio della diffusione del virus in Europa resta basso" ma, aggiungono il commissario Tonio Borg e il ministro Beatrice Lorenzin, occorre comunque aumentare il livello di guardia per rassicurare un'opinione pubblica allarmata dalle notizie sulla gravità dell'epidemia in Africa (le foto).

Sospetto contagio in Francia - Ed è del 16 ottobre la notizia che in Francia è stato individuato un primo caso sospetto di contagio: si tratta di un'infermiera con la febbre molto alta, ricoverata nel reparto malattie infettive dell'ospedale militare Begin a Saint-Mandé, quartiere alla periferia di Parigi. La donna sarebbe entrata in contatto con una volontaria contagiata dal virus in Liberia. A Madrid, invece, è scattata l'allerta per un passeggero nigeriano di un volo Air France in arrivo da Parigi che ha mostrato sintomi della malattia e, dopo l'atterraggio a Barajas, è stato trasportato in ospedale per le analisi.

Terzo caso in Texas - Negli Stati Uniti intanto ci sarebbe un terzo caso sospetto: un uomo ricoverato nell'ospedale dell'università di Yale. E sono infine arrivate le scuse del direttore sanitario del Presbyterian Hospital di Dallas, che ha ammesso "errori" nelle prime fasi delle cure del paziente zero Usa, Thomas Eric Duncan.
Quanto all'Africa occidentale, la situazione è sempre più cupa: la Liberia ha richiesto altri 85mila sacchi per cadaveri per i prossimi sei mesi.

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