Kobane, voci italiane tra le milizie contro l'Isis

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I peshmerga, asserragliati nella città siriana alla frontiera turca, respingono l'ennesimo assalto dei jihadisti. Lo Stato islamico manda rinforzi. Sul web spunta un video girato tra i resistenti curdi: un uomo pronuncerebbe la frase "che ti devo dire?"

I jihadisti dello Stato islamico (Isis) hanno inviato rinforzi verso Kobane per piegare la resistenza dei curdi asserragliati nella città al confine tra Siria e Turchia: lo ha riferito un responsabile dell'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).
"Si tratta di una battaglia cruciale per loro", ha detto il direttore dell'OSS, Rami Abdel Rahmane, riferendosi ai jihadisti: "Se non riescono a prendere Kobane, sarà un duro colpo per la loro immagine". Secondo Rahmane, infatti, sarebbe stata l'accanita resistenza delle milizie curde a spingere l'Isis a inviare i rinforzi da Raqqa e Aleppo, loro bastioni nel nord della Siria.

Giallo su voci italiane - E proprio da Kobane arriverebbero notizie che riguarderebbero l'Italia: in un video pubblicato sui siti curdi si sentirebbero le voci di due italiani tra i combattenti che difendono la città. Al momento è difficile però verificare l'autenticità del filmato.
Il video riprenderebbe le gesta di Arin Mirkan, la peshmerga che una settimana fa si è fatta esplodere tra i miliziani dello Stato islamico alle porte della città per non cadere in mano ai jihadisti, diventando il simbolo della resistenza curda. Nelle immagini si vede Arin che spara al riparo di sacchetti di sabbia mentre attorno a lei parlano altri guerriglieri. In sottofondo si percepisce un dialogo tra due di loro, con una voce maschile che pronuncia la seguente frase: "E che ti devo dire?".

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