Eutanasia, il caso di Brittany Maynard commuove gli Usa

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La donna, a cui è stato diagnosticato un tumore al cervello, ha deciso di ricorrere al suicidio assistito il prossimo primo novembre. "Sto morendo e voglio farlo con dignità" racconta ai media Usa, riaprendo il dibattito

Scegliere il giorno della propria morte, per andarsene con dignità: ha commosso l'America la storia di Brittany Maynard, una donna californiana di soli 29 anni alla quale nel mese di gennaio è stato diagnosticato un tumore al cervello. Dopo un'operazione e un ciclo di cure, in aprile i medici le hanno detto che il cancro era tornato più aggressivo di prima, e le restavano solo sei mesi di vita, da trascorrere tra atroci dolori.

In Oregon è consentito il suicidio assistito
- Brittany ha effettuato delle ricerche, scoprendo che non esiste un trattamento in grado di salvarle la vita, mentre con le cure prescritte dai medici le sue capacità intellettive sarebbero decadute inesorabilmente. Per evitare questo strazio a lei stessa e alla sua famiglia, ha deciso il giorno della sua fine: il prossimo primo novembre morirà in Oregon, dove è consentito il suicidio assistito. Il giorno prima, il 30 ottobre, festeggerà il compleanno di suo marito, Dan. Grazie ad una legge del 1997, nello Stato - oltre che in Vermont, Montana, New Mexico e Washington - i malati terminali hanno infatti la facoltà di porre fine alle loro sofferenze.  Da quando è entrata in vigore la norma, 1.173 persone hanno ottenuto la prescrizione per i farmaci, ma poi solo 752 li hanno utilizzati per morire.

Trasferita per poter accedere ai farmaci
- In un video su Youtube la donna ha spiegato che non si tratta di un istinto suicida: "Io non voglio morire, ma sto morendo, e voglio farlo alle mie condizioni, con dignità". Brittany ha raccontato che da San Francisco si è dovuta trasferire a Portland, perché per ottenere i farmaci che le permetteranno una fine "pacifica e indolore", deve essere residente in Oregon. "Non voglio dire a nessuno di fare la mia stessa scelta - ha affermato - Ma la mia domanda è: chi ha il diritto di decidere per me, e decidere che merito di soffrire enormemente per settimane o per mesi?".

Un fondo per il diritto all'eutanasia -
Brittany sta utilizzando le sue ultime giornate per aiutare i pazienti dell'associazione 'Compassion & Choices', che si occupa dei malati terminali in California, Colorado, Connecticut, Massachusetts e New Jersey. Inoltre, difende la scelta della "morte con dignità" con la campagna 'Brittany Maynard Fund', combattendo perché altri Stati diano il via libera alla prescrizione degli stessi farmaci. "La mia famiglia ha dovuto affrontare enormi cambiamenti e sacrifici per permettermi di porre fine alla mia vita con dignità, come trovare un nuovo posto dove vivere e una nuova casa - ha affermato - Ma ci sono tantissimi americani che non hanno la possibilità o il denaro per fare lo stesso, e questo non è giusto".

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