Ebola, morto negli Usa il “paziente zero”

1' di lettura

Non ce l'ha fatta il cittadino liberiano ricoverato a Dallas. In Spagna ci sarebbe un errore umano alla base del contagio dell'infermiera. Secondo gli esperti in Italia i rischi maggiori sarebbero in Sicilia. La Banca Mondiale: costi fino a 32 miliardi

L'Europa fa quadrato contro il virus Ebola: dopo il primo contagio in territorio Ue che ha visto coinvolta un'infermiera spagnola e la morte del “paziente zero” in Usa, il liberiano Thomas Eric Duncan ricoverato a Dallas, gli stati membri alzano il livello di allerta ed oggi due vertici urgenti sono stati convocati in Gran Bretagna e a Bruxelles.

Spagna, l'infermiera: contagiata per un errore - La preoccupazione è dunque forte, anche alla luce dell'evolversi del “caso spagnolo”: un errore umano sarebbe stato la causa del contagio dell'infermiera all'ospedale Carlo III di Madrid: "Credo che l'errore possa essere stato nel momento in cui mi sono tolta la tuta" di biosicurezza, ha detto. "Nessuno mi ha detto nulla comunque. Ho preso il mio cellulare e ho visto che sul sito di El Pais si parlava di un contagio".

Ascolta le parole di Maria Teresa Romero




Il governo spagnolo ha riferito al Comitato di Sicurezza Sanitaria della Ue che il contagio sarebbe dovuto ad "un possibile allentamento di alcuni procedimenti, inclusa la manipolazione del cadavere" del paziente affetto da ebola, precisando che ci sono altri 5 casi sospetti di contagio. Ed un monito rivolto agli Stati perché si seguano "diligentemente"' i protocolli di sicurezza e' stato lanciato dall'Oms.

Vertice a Londra - Intanto il primo ministro britannico, David Cameron, ha presieduto una riunione della unità di crisi “Cobra” sull'emergenza, in particolare per prevenire il rischio che dopo la Spagna anche nel Regno Unito ci sia il primo paziente contagiato. L'Unione europea ha invece deciso di "rafforzare l'informazione ai viaggiatori e operatori sanitari": al termine di una riunione a Bruxelles, dedicata principalmente alla crisi in Spagna, il Comitato per la sicurezza sanitaria ha infatti stabilito che è necessaria "una migliore informazione per i viaggiatori e gli operatori sanitari in grado di identificare prima possibile i casi di Ebola".

La Banca Mondiale: costi fino a 32 miliardi -
All'allarme sanitario si affianca anche quello economico: la Banca Mondiale stima che se l'epidemia si estenderà ad alcuni paesi vicini a quelli più colpiti - Sierra Leone, Liberia e Guinea - l'impatto finanziario a livello regionale sarà di 32,6 mld di dollari entro il 2015.

Lorenzin: nessun allarme in Italia - In Italia, rassicurazioni arrivano dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: il nostro Paese "non sta vivendo un allarme", ha detto, annunciando di aver chiesto "che ci sia una riunione della commissione salute in Europa per capire se possiamo immaginare nuovi tipi di tracciabilità per i passeggeri che vengono" dai Paesi colpiti.

Maggiori rischi in Sicilia -
Tuttavia la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali mette in guardia: "Le regioni italiane più esposte geograficamente al rischio di importazione della malattia da virus Ebola sono quelle costiere presso le cui aree portuali sbarcano periodicamente clandestini provenienti dai Paesi africani e la Sicilia, per motivi geografici, sembra essere la regione più interessata da un potenziale contagio".

Leggi tutto