Ebola, primo caso in Europa: contagiata infermiera spagnola

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La donna è stata infettata per aver curato Manuel Garcia Viejo, il missionario morto dopo aver contratto il virus in Africa. In Sierra Leone 121 vittime del virus in un giorno. Obama convoca un vertice: "Possibilità di un'epidemia in Usa sono molto basse"

Adesso anche l'Europa trema per Ebola. A Madrid è stato infatti accertato il primo caso di contagio nel Vecchio Continente. Si tratta di un'infermiera spagnola, infettata per aver curato in Spagna Manuel Garcia Viejo, il missionario morto dopo essersi ammalatosi in Sierra Leone. Dunque, si tratta anche del primo caso in cui il virus si propaga fuori dall'Africa. E' stata invece infettata in Sierra Leone una norvegese di 30 anni volontaria di Medici Senza Frontiere, per la quale è stato disposto il rimpatrio in Norvegia questa notte, dopo che gli esami del sangue hanno confermato che si tratta di Ebola. L'infermiera spagnola - di cui per ora non sono state diffuse le generalità – è stata posta immediatamente in isolamento appena si sono manifestati i primi sintomi. La donna sarebbe in condizioni stabili. Ma l'allerta è massima, e il ministero della salute spagnolo ha convocato un vertice di crisi per un aggiornamento sui piani d'emergenza messi a punto da Madrid.

In Sierra Leone 121 morti in un giorno - Più passano i giorni e più quella di Ebola appare oramai come un'emergenza mondiale, che oltre all'Africa occidentale colpisce adesso anche le due sponde dell'Atlantico. E se in Sierra Leone si registra il giorno più nero da quando è esplosa l'epidemia, con 121 morti e 86 nuovi casi in appena 24 ore, l'Organizzazione mondiale della sanità aggiorna il bilancio generale delle vittime dell'epidemia salito a 3.439 morti su un totale di 7.492 casi in Africa occidentale (compreso il caso registrato negli negli Stati Uniti). E proprio negli Usa cresce la preoccupazione per una diffusione della malattia. Così il presidente Barack Obama, per fare il punto della situazione, ha convocato un vertice di emergenza alla Casa Bianca, alla presenza di Thomas Frieden, il direttore del Center for Desease Contro (Cdc), la massima autorità sanitaria in Usa, e di molti esperti.
Ma Obama ha rassicurato: "Le possibilità di una diffusione dell'epidemia di Ebola negli Stati Uniti sono molto basse".

In Usa restano gravi le condizioni di Thomas Eric Duncan
- Le condizioni del "paziente zero" Usa, Thomas Eric Duncan, il liberiano ricoverato al Texas Health Prtesbyterian Hospital e che a Dallas ha sviluppato i sintomi della febbre emorragica, continuano ad essere gravissime. Anche se in queste ore - fanno sapere le autorità sanitarie - nel tentativo estremo di salvargli la vita viene sottoposto a una terapia a base di un farmaco sperimentale a cui la Food and Drugs Administration (Fda) ha dato il via libera solo per i casi di emergenza: si tratta del 'Brincidofovir', un potentissimo antivirale messo a punto dalla societa' farmaceutica Chimerix. Enormi restano quindi le preoccupazioni legate alle tantissime persone che con Duncan hanno avuto un contatto diretto o indiretto da quando è arrivato negli Usa, lo scorso 20 settembre. Mentre ad Omaha, in Nebraska, è arrivato Ashoka Mukpo, il giovane cameraman americano freelance della Nbc che ha contratto il virus sempre in Liberia, subito ricoverato in isolamento al Nebraska Medical Center, dove è stato immediatamente sottoposto alle cure degli specialisti. Stretto il riserbo sulle sue condizioni.

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