Siria, scontri tra curdi e jihadisti. Turchia: ok intervento

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Si combatte nel nord del Paese dove prosegue l’assedio dei miliziani dell’Isis all’enclave di Kobane. Intanto il Parlamento turco ha dato il via libera all'uso delle forze armate contro lo Stato islamico in Siria e in Iraq

Duri scontri sono in corso tra miliziani curdi e jihadisti sunniti dello Stato islamico (Isis) che assediano l'enclave di Kobane, nel nord della Siria vicino al confine turco. Pesanti colpi di mortaio sono stati uditi e colonne di fumo si sono levate in cielo, hanno riferito testimoni locali dal territorio turco. "Stiamo assistendo disperatamente a quello che gli assassini dell'Isis stanno facendo", ha riferito un 48enne, esprimendo "profonda tristezza".
Secondo l'inviato della Cnn i jihadisti sarebbero riusciti a entrare a Kobane da sud. Ecco il suo tweet:


Ok da Ankara a intervento - La politica di Ankara contro gli jihadisti del Califfato ha suscitato la rabbia dei curdi che hanno accusato il governo turco di aver chiuso un occhio su quanto stava accadendo, impedendo ai miliziani curdi della Turchia di passare in Siria per combattere contro l'Isis. Giovedì, il Parlamento turco ha tuttavia dato il via libera all'intervento delle forze armate contro gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico.

Parlamento favorevole - La nuova politica interventista del governo ha ottenuto un appoggio convinto dal Parlamento, che ha approvato la proposta con una schiacciante maggioranza di 298 voti favorevoli e 98 contrari. Con questo sì Ankara dà il via libera a operazioni militari contro lo Stato islamico (Isis) nella stessa Siria e in Iraq, oltre che all'uso del territorio turco per le forze degli altri Paesi che fanno parte della Coalizione internazionale guidata dagli Usa.

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