Wesolowski, "nel suo pc foto hard e video con minori"

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Secondo quanto rivela il Corriere, nel computer dell'ex nunzio, arrestato tre giorni fa in Vaticano, sarebbero stati trovati centomila file. Si cercano i complici, ancora ignoti. E le indagini si estendono a tutti i paesi dove l'alto prelato ha operato

Un archivio segreto con oltre centomila file, foto e video, pedopornografici. È quello che hanno trovato gli investigatori nel pc di Monsignor Jozef Wesolowski, secondo quanto rivela il Corriere della Sera. L’ex nunzio, arrestato martedì 23 settembre col consenso del Papa, si trova ai domiciliari in Vaticano con le accuse di abusi sessuali su minori e possesso di materiale pedopornografico. Con lui potrebbero essere presto coinvolte alte persone, ancora ignote. Nel capo di imputazione si parla esplicitamente di "reati commessi in concorso con persone ancora ignote".

I computer al setaccio - Sarebbero due in realtà i computer finiti nel mirino degli investigatori. In quello di proprietà del Vaticano, sarebbero stati trovati “oltre 100 mila file a sfondo sessuale, ai quali si aggiungono più di 45 mila immagini cancellate”. Materiale che ha subito fatto scattare l’allarme e che, come riferisce il quotidiano milanese, sarebbe stato “diviso in quattro volumi e contenente circa 130 video e più di 86 mila fotografie”. Il resto invece l’ex nunzio Wesolowski lo avrebbe “salvato” nel portatile “che usava soprattutto quando era in viaggio”.

Indagini estese oltre Santo Domingo - Sotto la lente di ingrandimento non ci sono solo le vicende di abusi pedofili di cui Wesolowski è stato accusato durante la sua permanenza a Santo Domingo, dal gennaio 2008 all'agosto dello scorso anno. Al setaccio vengono passati anche gli anni in cui il 66enne presule polacco ha prestato la propria opera in precedenza, cioè nelle missioni diplomatiche della Santa Sede in Africa meridionale, Costa Rica, Giappone, Svizzera, India e Danimarca, quindi come nunzio apostolico in Bolivia, dal 1999 al 2002, e nei Paesi ex-sovietici dell'Asia centrale (Kazakhstan, Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan), dal 2002 al 2008, quando infine è approdato alla nunziatura della Repubblica Dominicana.

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