Raid in Siria, Obama: "Non è una battaglia solo nostra"

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Il presidente americano commenta l'intervento militare contro l'Isis: "Azione per sventare un attentato contro gli Usa". E assicura: "Con noi governi del Medio Oriente che rigettano lo Stato islamico". Fonti mediche accusano: uccisi 7 bambini. VIDEO

Nel giorno dei primi raid aerei degli Stati Uniti contro l’Isis in Siria,  il presidente americano, Barack Obama, assicura che gli Stati Uniti faranno tutto il possibile per sconfiggere gli jihadisti dello Stato islamico. "Abbiamo agito in Siria con un'ampia coalizione con Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania, Bahrein e Qatar, una coalizione che dà un messaggio chiaro al mondo: contro l'Isis non è una battaglia solo dell'America, ma anche dei governi del Medio Oriente che rigettano lo Stato islamico", ha detto Obama.

Alfano: "Minaccia Isis seria" - Qualche ora dopo, Palazzo Chigi, in un comunicato ha affermato che "l'Italia fa parte della coalizione impegnata nella lotta contro la minaccia terroristica dell'Isis" e "continuerà il proprio impegno contro il terrorismo nel rispetto dei principi della Carta Onu e delle procedure previste dal Parlamento italiano".
E Alfano poco dopo ha aggiunto: "La minaccia Isis è seria" e "il livello di allarme è alto, non trascuriamo nessun dettaglio nemmeno il più tenue"-

Fonti mediche: nei raid uccisi anche 7 bambini
- Intanto secondo fonti mediche di Idlib, vi sarebbero anche sette fra bambini e ragazzi (neonati inclusi) e due donne, tra le 11 vittime identificate dei raid aerei della coalizione guidata dagli Usa nel nord-ovest della Siria.

"Sventato attentato contro gli Usa" - Nel suo discorso, Obama ha spiegato che "gli Usa hanno attaccato in Siria per sventare un attentato" contro il territorio americano, facendo così riferimento all'annuncio dato già nella notte dal Pentagono. Il portavoce John Kirby aveva parlato infatti di un attacco militare mirato contro il gruppo Khorasan (jihadisti affiliati ad al Qaeda e operanti in Siria) che stava organizzando un imminente attentato contro interessi americani e occidentali. Poco dopo, fonti dell'intelligence Usa hanno spiegato che gli jihadisti stavano progettando attentati utilizzando bombe su alcuni aerei di linea.

Damasco: "Noi informati dei raid". Ma gli Usa negano - E' giallo invece sul ruolo del regime di Damasco che afferma di "sostenere ogni azione contro il terrorismo" e di essere stato informato dei raid, mentre la Casa Bianca smentisce. "Gli Stati Uniti non hanno in nessun modo informato la Siria sui raid aerei e non hanno chiesto in alcun modo il permesso per gli attacchi" ha sottolineato la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jennifer Psaki.

La condanna dell'Iran - Sull'operazione in Siria è poi arrivata la condanna dell'Iran. I raid americani in territorio siriano sono "illegali" ha affermato il presidente iraniano, Hassan Rohani, parlando con la stampa a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Gli attacchi, ha sottolineato Rohani, non sono stati approvati dal governo di Damasco.

Messaggio di un ostaggio alla moglie - E nella serata di martedì la moglie dell'ostaggio inglese in mano all'Isis, Alan Henning, ha detto di aver ricevuto una registrazione audio in cui il cittadino britannico ha lanciato un appello per "la sua vita".

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