Scozia dice "no" all'indipendenza, il premier si dimette

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Il primo ministro scozzese Salmond ammette la sconfitta e annuncia il passo indietro. Cameron: "Ora devolution". Il leader anti-indipendentista Darling: "Ha vinto unità su divisione". La Regina: "Ora andiamo avanti". LIVE BLOG

La Scozia dice no all'indipendenza. I dati sono definitivi: 55% i no, 45% i sì (tutti i numeri: infografica). Gli indipendentisti hanno ammesso la sconfitta con il premier scozzese Salmond (IL DISCORSO), che ha annunciato le proprie dimissioni nel corso di una conferenza stampa.

Cameron: "Ora devolution" - Dall'altro fronte il primo ministro britannico David Cameron si è detto "molto felice dell'esito", ma ha preannunciato "la devolution dei poteri" (IL DISCORSO). Poco prima si è congratulato con Alistair Darling, leader della campagna per il no al referendum sull'indipendenza scozzese, per il suo impegno in quella che su Twitter ha definito una campagna "ben combattuta". Darling, dal canto suo, nel discorso di ringraziamento ha detto come "sia stata scelta l'unità sulla divisione" (IL DISCORSO - FOTO).

La regina: "Amore per la Scozia ci tiene uniti" - La regina Elisabetta II, in una nota personale inviata dalla residenza di Balmoral in Scozia, dopo le discussioni e i dibattiti sul referendum scozzese invita ad "andare avanti". Nonostante la differenza di opinioni "abbiamo in comune un amore duraturo per la Scozia, che è una delle cose che aiuta a tenerci uniti".

Soddisfazione da Renzi a Obama -  Plaudono al risultato, tra gli altri, il premier Renzi e il presidente Usa Barack Obama. E i primi segnali dei mercati sono ottimistici: gli acquisti sulla sterlina è ai massimi da due anni contro l'euro.

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