Iraq, primi raid francesi contro l'Isis

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Caccia Rafale hanno colpito un deposito logistico dell'esercito jihadista nel nord-est del Paese. "Ci saranno altre missioni", dice l'Eliseo. Mogherini: "Non ci sono minacce specifiche per l’Italia". La Turchia apre frontiere ai profughi curdi dalla Siria

Primi raid francesi per colpire l'Isis, l'organizzazione jihadista che controlla un ampio territorio tra Siria e Iraq. I caccia Rafale si sono levati in volo per la prima volta venerdì 19 settembre alle 9:40 e hanno puntato contro un deposito logistico dei terroristi islamici nel nord-est dell'Iraq. L'obiettivo è stato "colpito e interamente distrutto", fanno sapere fonti dell'Eliseo. Il comunicato ha precisato che ci saranno "altri raid" e che il Parlamento sarà informato la settimana prossima "dell'impegno delle forze francesi a fianco delle forze irachene e dei peshmerga" curdi.

Mogherini: no raid italiani - Chi esclude raid, invece, è il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini. "L’Italia sta ragionando sulla disponibilità a partecipare sul versante militare in termini di addestramento, sostegno logistico ed eventualmente di rifornimento in volo. Ma non alla partecipazione ad operazioni come quelle che Francia e Usa stanno svolgendo", ha detto. Aggiungendo: "Non ci sono minacce specifiche per l'Italia. Ma l'Isis è una minaccia globale e sappiamo che quando è così serve una risposta globale e coordinata".



La Turchia apre le frontiere ai profughi - La Turchia, intanto, ha deciso di aprire il confine ai profughi curdi siriani in fuga dai miliziani jihadisti. Ankara in un primo tempo aveva deciso di chiudere la frontiera davanti al nuovo flusso di rifugiati siriani. "Abbiamo aperto la frontiera. Daremo ovviamente assistenza a questa gente: secondo le ultime informazioni sono 4mila", ha detto il premier Ahmet Dautoglu ai cronisti durante una visita ufficiale in Azerbaigian.

Governo turco: "Obiettivo aiutarli al di là del confine" - Il capo del governo di Ankara ha aggiunto che "l'obiettivo principale" della Turchia è tuttavia "di aiutarli entro i limiti delle frontiere siriane". Nella mattinata di venerdì centinaia di civili curdi siriani erano stati fermati al confine turco. Le forze di sicurezza avevano anche usato gas lacrimogeni secondo la tv Cnn Turk. Poi Ankara ha deciso di lasciarli passare. La Turchia afferma di ospitare già oltre un milioni di profughi siriani, la cui presenza ha suscitato nelle ultime settimane tensioni con la popolazione locale in diverse città. La maggior parte dei civili in fuga dai villaggi curdi siriani attaccati dai miliziani Isis sono donne, bambini e anziani. Gli uomini sono rimasti per combattere contro i jihadisti.

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