Isis, in un nuovo video appare l'ostaggio John Cantlie

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Nel filmato il giornalista britannico invita Usa e Regno Unito a non entrare in un altro conflitto. Poi accusa i media occidentali di disinformazione. Sventato piano di decapitazioni in Australia, dal Pentagono sì ai raid in Siria. VIDEO

Continua la campagna di terrore dell'Isis che diffonde sul web un video intitolato "Prestatemi attenzione" (Lend me your ears) in cui appare l'ostaggio britannico John Cantlie che fa appello al "pubblico" perché si parli dello Stato islamico senza fare disinformazione.

Jihadisti discutono di attacchi con Ebola
- Il messaggio arriva nello stesso giorno in cui un piano di decapitazioni è stato sventato in Australia e in cui l'autorevole Site, il sito di monitoraggio dell'integralismo islamico sul web, rivela l'ipotesi discussa online dai miliziani e dai cosidddetti 'lupi solitari', di diffondere il virus ebola in Usa e nelle altre nazioni coinvolte nella Coalizione anti-Isis.

L'ostaggio seduto a una scrivania
- Nel video, la cui autenticità non è verificabile, il giornalista appare in camicia arancione seduto davanti a una scrivania. Parla con molta calma e determinazione. Ricorda il suo arrivo in Siria e il rapimento da parte dell'Isis: "Ora le cose sono cambiate, hanno preso il controllo di larga parte dell'Iraq e della Siria". "Penserete che vi parlo perché sono prigioniero: è vero, il mio destino è nelle mani dello Stato islamico, non ho nulla da perdere. Forse vivrò, forse morirò", dice Cantlie nel video di oltre tre minuti.

"Ostaggi europei liberi perché i loro governi trattano" - "Dopo le due disastrose operazioni in Iraq e Afghanistan, perché i nostri governi vogliono essere coinvolti in un altro conflitto?" continua. Poi accusa i media internazionali di manipolare "la verità", e aggiunge: "Vi dirò cosa muove l'Isis veramente". "Vi spiegherò perché altri ostaggi europei sono stati liberati, visto che i loro governi hanno deciso di trattare, mentre Usa e Gb li lasciano a loro stessi". "Possiamo cambiare le cose ma solo se voi, il popolo, deciderete di agire ora. Seguitemi nei prossimi programmi".

Dal Pentagono sì ai raid in Siria - Proprio oggi 18 settembre il capo del Pentagono, Chuck Hagel, ha detto al Congresso Usa di aver approvato un piano per colpire con raid aerei obiettivi dello stato islamico in Siria. Ora si attende l'approvazione del presidente Usa, Barack Obama.

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