Ucraina, Kiev approva status speciale per regioni sud-est

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Via libera a una legge che garantisce maggiore autonomia alle zone separatiste di Donetsk e Lugansk, elezioni a dicembre e amnistia per i miliziani filo-russi. Il Parlamento europeo, poi, ratifica accordo di associazione. Poroshenko: "Giorno storico"

Nello stesso giorno in cui il Parlamento europeo ratifica l’accordo di associazione con l’Ucraina, arriva da Kiev un’apertura ai separatisti con l’approvazione di un progetto di legge che prevede uno status speciale per tre anni per le regioni del sud-est. Ma, nonostante la tregua, dal campo continuano ad arrivare notizie di civili e militari morti negli scontri.

Statuto speciale a regioni separatiste - La Rada Suprema, il Parlamento di Kiev, ha approvato una legge che garantisce una maggiore autonomia alle due regioni separatiste di Donetsk e Lugansk, nell'est russofono dell'Ucraina. Il progetto, che fa parte del protocollo firmato il 5 settembre in Bielorussia per garantire il cessate il fuoco tra Kiev e i separatisti filo-russi, prevede in particolare uno “statuto speciale” e tre anni di autonomia per alcune zone delle regioni di Lugansk e Donetsk. È prevista anche una amnistia per i miliziani filo-russi che non hanno commesso delitti gravi (come omicidi, stupri e atti di terrorismo) e non sono implicati nell'esplosione del volo della Malaysia Airlines con 298 passeggeri a bordo, avvenuta a metà giugno sui cieli di Donetsk. Le elezioni locali, poi, sono convocate per il 7 dicembre, in modo da consentire alle due regioni di eleggere propri rappresentanti. Kiev, inoltre, si impegna a garantire l'uso della lingua russa, venendo incontro a una delle principali richieste dei separatisti.

Filorussi: non accettiamo nessuna unione politica con Ucraina - Non si è fatta attendere la reazione dei separatisti. In un'intervista alla tv Rossia 24, il vice premier dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Andrei Purghin, ha ribadito che i filorussi non possono “accettare alcuna unione politica con l'Ucraina di oggi" e che "né il federalismo né altri '-ismi' di questo tipo possono essere discussi". “Nel Donbass – ha aggiunto – godiamo già della completa autodeterminazione e quindi questo territorio non ha più nulla a che fare con l'Ucraina. Kiev è libera di adottare ogni legge che vuole, ma non abbiamo alcuna intenzione di instaurare un regime federalista con l’Ucraina”. Contrari all’approvazione a parte chiuse della legge proposta da Petro Poroshenko anche i nazionalisti ucraini del partito Svoboda (già partito social-nazionalista). Lo fa sapere il deputato Iuri Sirotiuk, denunciando che "non c'è stato nessun dibattito" e quindi - a suo avviso - la procedura seguita sarebbe “anticostituzionale”.

Parlamento Ue ratifica accordo di associazione - La plenaria del Parlamento europeo, intanto, ha ratificato a larghissima maggioranza l'accordo di associazione con l'Ucraina. Il voto si è svolto in collegamento televisivo con il parlamento di Kiev, preceduto da interventi dei presidenti Martin Schulz e Petro Poroshenko. “È un giorno storico" per l'Ucraina e per l'Europa, hanno detto entrambi. “Stiamo facendo un passo cruciale sulla via del ritorno alla nostra casa europea”, ha aggiunto il leader ucraino assicurando che sarà “presentato presto" il "pacchetto di riforme" che è "l'unica richiesta dei nostri partner" della Ue. Dopo il voto (535 i sì, 127 i no, 35 gli astenuti alla prima votazione e 539 sì, 123 no e 33 astenuti alla seconda), i parlamentari ucraini hanno cantato l'inno nazionale e il presidente ha firmato il documento tra gli applausi.

Ancora scontri e vittime - Dalle regioni del sud-est, però, nonostante la tregua continuano ad arrivare notizie di scontri e vittime. Secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale di Kiev, Andrii Lisenko, sono almeno tre i militari ucraini morti nelle ultime 24 ore, mentre altri due sono rimasti feriti. Nei bombardamenti d'artiglieria che si sono abbattuti su Donetsk, poi, sarebbero morti anche quattro civili, tra cui una donna colpita da un proiettile di mortaio mentre si trovava su un autobus di linea.

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