Iraq, raid Usa vicino Baghdad

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Per la prima volta caccia americani hanno attaccato una zona vicino alla capitale irachena. A Parigi è nato il fronte di 30 Paesi contro l'Isis: pronti a usare ogni mezzo

Si intensifica l'offensiva Usa contro lo Stato islamico in Iraq. Il giorno dopo la nascita del fronte anti-Isis, siglata a Parigi ieri 15 settembre con 27 paesi occidentali e arabi riunitisi a Parigi che si dicono pronti a tutto, i caccia americani sono tornati nei cieli sopra Baghdad. Per la prima volta, però, hanno colpito i jihadisti sunniti dello Stato Islamico in una posizione a sud-ovest della capitale e non a nord, come era avvenuto finora dall'8 agosto quando è cominciato il contrattacco.
Intanto, a conferma della loro crescente forza, i jihadisti sono riusciti ad abbattere un
cacciabombardiere di Damasco che si era spinto fin sopra a Raqqa, la loro roccaforte in Siria.

Primi raid aerei Usa vicino Baghdad  - Finora l'offensiva statunitense contro l'Isis in Iraq si
era limitata a colpire le postazioni dei jihadisti nel nord del Paese, in modo da proteggere il personale americano nella zona e le popolazioni assediate o messe in fuga dai terroristi: i raid aerei avevano puntato a rompere l'assedio dello Stato Islamico a migliaia di civili di minoranze religiose sul monte Sinjar e a proteggere la strategica diga di Mosul e la città di Arbil, capitale del Kurdistan iracheno. Ma Barack Obama, nel discorso in tv dello scorso 10 settembre, si è impegnato ad ampliare il campo dell'offensiva in Iraq e, più tardi, a colpire anche in Siria.
A quanto si apprende, l'attacco aereo statunitense contro i jihadisti è avvenuto nella zona di al-Sadr Yusufiyah, a 25km da Baghdad, nella valle dell'Eufrate, tra la roccaforte jihadista di Falluja e il campo di battaglia strategico di Jurf al-Sakhr, più a sud.

Nuova minaccia di attacco contro gli Usa - Sul web, intanto, è apparsa una nuova minaccia contro gli Sati Uniti ed i loro alleati. Nel forum online jihadista 'Minbar Jihadi Media' - riferisce Site, la società americana specializzata nel monitoraggio dei siti islamisti - è apparso un messaggio che condanna i raid aerei in Iraq contro Isis e il piano di Obama per colpirli anche in Siria, avvertendo che "questo condurrà ad una reazione della stessa forza nel colpire in profondità gli americani e le nazioni loro alleate in tutti gli aspetti", si legge nel testo tradotto dall'arabo.

Al Qaeda chiese a jihadisti di liberare il quarto ostaggio -
Ed emerge un nuovo particolare sul caso di Alan Henning. A quanto si apprende sarebbe scesa in campo persino al Qaeda per chiedere ai jihadisti dell'Isis di liberare l'ostaggio nelle mani degli estremisti islamici che ora i miliziani minacciano di decapitare come i precedenti tre (i due giornalisti americani Foley e Sotloff e il cooperante britannico, David Haines).
Henning, 47enne sposato e padre di due adolescenti, era un tassista a Manchester quando nel dicembre scorso, provato dalle sofferenze del popolo siriano, decise di andare in Siria per aiutare i bambini vittime della guerra.

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