Ucraina, firmato il cessate il fuoco tra Kiev e ribelli

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Poroshenko conferma su Twitter. Nel protocollo 14 punti tra cui lo scambio di prigionieri. Nato approva forza di intervento con 5 basi-deposito fra Paesi baltici, Polonia e Romania. Obama: "È ora di distruggere l'Isis". Renzi: Italia nella coalizione

Accordo firmato. Tregua a partire dalle ore 18 (le 17 in Italia). Kiev e i ribelli filo-russi hanno siglato un'intesa per il cessate il fuoco nella zona orientale dell'Ucraina. La notizia, data in un primo momento dall'agenzia di stampa russa Interfax, ha trovato ampie conferme tra cui quella dell'Osce, del governatore della regione ucraina di Donetsk e del presidente ucraino Petro Poroshenko ("Siglato a Minsk un protocollo preliminare per l'accordo sul cessate il fuoco", ha scritto su Twitter).


Il vertice della Nato (la cronaca della prima giornata - FOTO) ha intanto ribadito il proprio sostegno all'Ucraina e ha approvato una forza di intervento immediato che avrà cinque basi-deposito nei Paesi baltici, Polonia e Romania. "Difenderemo ogni alleato in Europa. Questo è un obbligo vincolante, non negoziabile. Un attacco a un Paese Nato è un attacco a tutti i Paesi Nato", ha affermato il presidente Usa Barack Obama. E ha aggiunto: la Nato è "totalmente unita nel sostenere la sovranità, indipendenza e integrità territoriale dell'Ucraina. Al cessate il fuoco devono seguire i fatti".

Usa escludono accordi con Iran - Sull’Isis, poi, Obama ha ribadito: "E’ una grave minaccia per tutti e nella Nato c'è grande convinzione che è l'ora di agire per indebolire e distruggere l'Isis". Una possibile alleanza con l'Iran in chiave anti-jihadista, però, è stata esclusa dal Dipartimento di Stato americano. Era stata la Bbc a sostenere che l'ayatollah Ali Khamenei avrebbe dato il suo sostegno alla possibilità di contatti con militari Usa nel tentativo di sconfiggere i jihadisti sunniti dell'Isis.



Ucraina: firmato accordo cessate fuoco - Secondo quanto si apprende, il protocollo firmato dai rappresentanti di Kiev e delle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk per una tregua in Ucraina (LO SPECIALE - LE FOTO - I VIDEO) si basa su 14 punti. Tra questi - secondo i media locali - il controllo internazionale del cessate il fuoco e lo scambio dei prigionieri.

Si continua a combattere
-  Sul campo però, fino a poco prima dell'annuncio dell'intesa a Minsk sono proseguiti gli scontri tra le forze ucraine e i ribelli filo-russi nei pressi del porto strategico di Mariupol e colpi di mortaio e di artiglieria sono stati uditi anche a Donetsk, la principale roccaforte dei ribelli nell'Est del Paese.

La Nato potenzia armamenti al confine con la Russia - Dal vertice Nato è arrivata una parziale apertura verso Putin: le sanzioni contro la Russia, infatti, potrebbero essere alleggerite se verranno rispettati gli accordi per il cessate il fuoco. La Nato, comunque, come ha annunciato il segretario generale Anders Fogh Rasmussen, ha già approvato il piano di rafforzamento delle difese dell'Alleanza nell'Europa orientale in risposta all'intervento russo in Ucraina. Il Regno Unito parteciperà con 3.500 soldati. L'obiettivo della nuova struttura è rassicurare i Paesi membri della Nato che una volta appartenevano al blocco sovietico, specialmente i Paesi baltici, Lituania, Estonia e Lettonia oltre la Polonia.

Ucraina: Renzi: tenere aperto canale dialogo - Sulla crisi ucraina, ha spiegato Renzi nella conferenza stampa al termine del vertice Nato (IL VIDEO), "ci muoviamo con un lavoro freno-acceleratore: tenere in piedi il canale del dialogo e contemporaneamente verificare la concretezza dei passi in avanti fatti perché non possono essere voli pindarici. E' un lavoro da verificare giorno dopo giorno, ora dopo ora". Quanto alle sanzioni contro Mosca, il presidente del Consiglio italiano ha chiarito che l'applicazione del nuovo pacchetto andrà di pari passo con l'applicazione dell'accordo sulla tregua annunciata a Minsk. Il pacchetto di sanzioni contro Mosca, infatti, è pronto e ha un "contenuto molto duro, sia dal punto di vista finanziario e bancario che economico", ha detto Renzi senza entrare nel dettaglio. VIDEO

Iraq: Renzi, Italia parte coalizione contro Isis - Quanto invece alla situazione in Iraq, Renzi ha annunciato che l'Italia fa parte dei 10 Paesi che formeranno una coalizione contro lo Stato islamico. L'iniziativa, guidata dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, comprende anche Francia, Germania, Danimarca, Polonia, Turchia e Canada. Il decimo Paese non fa parte della Nato ed è l'Australia.

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