Siria, al via i primi voli di ricognizione americani

1' di lettura

Secondo al Jazeera gli aerei avrebbero iniziato a sorvolare il Paese. Il portavoce della Casa Bianca smentisce però possibili collaborazioni con Damasco, che aveva aperto a una possibile intesa. Nbc: ucciso cittadino Usa che combatteva con l'Isis

"Non c'è alcun progetto di coordinamento con il regime di Assad" contro lo Stato Islamico. Le parole del portavoce della Casa Bianca Josh Earnest arrivano dopo le aperture degli ultimi giorni da parte di Damasco e a poche ore dall'inizio dei sorvoli di ricognizione sulle regioni della Siria controllate dai ribelli, autorizzati da Barack Obama.
Sorvoli, questi, che per il sito di Al Jazeera avrebbero potuto costituire il passo che precede raid aerei contro il versante siriano dell'Isis.
La corrispondente da Beirut, Rula Amin, citata dal sito, aveva affermato che non era chiaro se l'amministrazione Usa avesse già comunicato i voli al regime di Damasco, anche se appare probabile che si sia già discusso di come combattere il "nemico comune", rappresentato dallo Stato islamico. Contro il quale il ministro degli esteri siriano, Walid al-Muallem, ieri aveva affermato di accettare anche operazioni militari americane e britanniche entro i suoi confini, purché solo con il "pieno coordinamento con il governo siriano".
Intanto, in giornata sono scattati anche i raid dell'aviazione del regime di Damasco nella provincia nord-orientale di Deyr az Zor, secondo quanto riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).


Obiettivo: colpire l'Isis al confine con l'Iraq - Il presidente americano Obama ha autorizzato nel fine settimana i voli di ricognizione in Siria. Secondo quanto dichiarato da funzionari del ministero della Difesa, il Pentagono sarebbe pronto a ricorrere anche all'utilizzo di droni e aerei-spia U2. Secondo il New York Times, però, gli Usa non intendono aiutare Assad. Il Pentagono punta ad azioni militari per colpire l'Isis vicino al confine, ormai quasi inesistente, con l'Iraq piuttosto che nelle zone interne del Paese. L'obiettivo è anche quello di alimentare il sostegno verso l'America da parte dei ribelli moderati che vedono in Assad il loro principale nemico.

Offensiva dopo la morte di Foley - Non è la prima volta che gli Usa sorvolano lo spazio aereo siriano. Forze speciali a stelle e strisce hanno tentato senza successo di liberare gli ostaggi nelle mani dell'Isis, compreso il giornalista James Foley che è stato decapitato.
Ed è stata proprio la macabra uccisione di Foley a indurire la posizione dell'amministrazione Obama nei confronti dello Stato islamico.

Isis chiede riscatto 6,6 mln di dollari per donna Usa ostaggio - Sul fronte degli ostaggi, nel frattempo, alcuni media americani hanno riferito che il terzo ostaggio americano in mano all'Isis è una donna di 26 anni, non identificata, per la quale è stato chiesto un riscatto di 6,6 milioni di dollari e il rilascio di un detenuto pachistano negli Usa.

Ucciso cittadino Usa che combatteva con l'Isis - La Nbc riferisce anche della morte di un cittadino Usa 33enne di San Diego, deceduto mentre combatteva a fianco dei jihadisti dell'Isis in Siria. Per il Free Syrian Army sarebbe stato ucciso negli scontri del weekend fra due gruppi di opposizione siriani. In tasca aveva 800 dollari e il passaporto americano.

Leggi tutto