Iraq, sulle tracce del boia inglese di Foley: tre nel mirino

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Londra al setaccio per identificare John il jihadista, l'uomo che compare nel video della decapitazione del reporter. I sospetti si concentrano su un ex rapper, un hacker e un blogger. Gli Usa pensano ad un attacco in Siria contro l'Isis

Un ex rapper, un hacker e un blogger sono i tre sospettati di essere il boia inglese di James Foley, il reporter americano decapitato dagli jihadisti sunniti dello Stato islamico (Isis). Il britannico The Sun ha pubblicato in prima pagina la foto di una ragazzo di 23 anni, Abdel-Majed Abdel Bary, definito "ex dj". La sua voce e il suo accento corrisponderebbero a quelli del miliziano che nel macabro video decapita il reporter americano -  immagini che Sky TG24 ha scelto di non trasmettere in segno di rispetto per la vittima e per "non mostrare il fianco ad una forma disumana e terribile di propaganda del terrore".


Ma secondo il Daily Mail, l'antiterrorismo di Londra, per trovare il jihadista "John", si
sta concentrando anche su altre due persone di nazionalità britannica: l'hacker 20enne Abu Hussain Al Britani, di Birmingham, e Abu Abdullah al Britani, un altro 20enne di
Portsmouth che sarebbe il 'social media manager' dello Stato islamico.

Si stringe il cerchio - I servizi hanno rivelato che le informazioni contenute nel filmato dell'esecuzione hanno permesso loro di restringere il cerchio per trovare il boia. I tre inglesi si trovano a Raqqa, in Siria, e potrebbero essere il gruppo spietato dei "Beatles" che, secondo un ex ostaggio, ha il compito di controllare i prigionieri occidentali in Siria e di negoziare (se la jihad parla inglese - video).

Gli Usa pensano ad un attacco in Siria contro l'Isis - Proprio a Raqqa è sparito ormai più di un anno fa padre Paolo Dall'Oglio e in questi giorni si teme per Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due volontarie di 21 e 20 anni rapite in Siria a fine luglio. Giorni in cui a notizie che fanno temere il peggio per la sorte delle due ragazze si alternano precisazioni che riaccendono le speranze dei genitori come le parole del sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, il quale ha chiarito che non risulta al momento che le due siano in mano ai jihadisti dell'Isis.
Gli Stati Uniti, intanto, si riservano il diritto di attaccare i miliziani jihadisti anche in Siria. Lo afferma il viceconsigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Ben Rhodes: "Valuteremo cosa sia necessario nel lungo termine per assicurarci di proteggere gli americani". E ancora: "Faremo il possibile per riportare a casa gli ostaggi in mano all'Isis".

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