Gaza, Abu Mazen: basta sangue, serve tregua permanente

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Presidente dell'Anp: "Parti si assumano le proprie responsabilità per arrivare a cessate il fuoco duraturo". Hamas firma proposta che apre la strada a una richiesta di adesione palestinese alla Cpi. Raid israeliani dopo l'uccisione di un bimbo nel Neghev

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, ha lanciato un appello per un "immediato" cessate il fuoco nella Striscia, per porre fine alla continua uccisione di civili palestinesi. Il conflitto a Gaza, infatti, non si arresta (TUTTE LE FOTO - I VIDEO). Hamas, intanto, firma la proposta di Abu Mazen che apre la strada a una richiesta di adesione palestinese alla Corte penale internazionale.

Abu Mazen: basta sangue - "Basta sangue" è quello che chiede Abu Mazen. Un invito che non rivolge solo ad Israele ma anche ad Hamas, perché è arrivato il momento che "tutte le parti si assumano le proprie responsabilità per arrivare a un cessate il fuoco duraturo". Parlando a una conferenza stampa al Cairo, insieme con il ministero degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, Abu Mazen ha sottolineato che la fine delle violenze "è un imperativo per consentire l'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia e porre fine alla carneficina".

Hamas firma proposta Abu Mazen - Abu Mazen, reduce dagli incontri a Doha con l'emiro al-Thani e il leader di Hamas, Khaled Meshaal, ha poi lasciato intendere che il Qatar ha strappato quel ruolo che cercava nel negoziato e che ora "con la Giordania e il segretario della Lega Araba lavora a una proposta per gli americani". Hamas, d'altro canto, "ha accettato l'iniziativa egiziana", che passa a quanto si è appreso con il ridimensionamento delle richieste del movimento al potere di fatto nella Striscia di Gaza. Hamas ha poi firmato la proposta di Abu Mazen che apre la strada a una richiesta di adesione palestinese alla Corte penale internazionale (Cpi): in questo modo le autorità palestinesi potranno perseguire legalmente lo Stato di Israele, è stato spiegato.

Ancora vittime - Le armi, nel 47esimo giorno di conflitto, non si sono fermate. Mentre dalla Striscia sono partiti almeno 60 razzi e nuovi colpi di artiglieria, all'indomani dell'uccisione di un bimbo di quattro anni nel Neghev e del monito di Benyamin Nethanyahu: "Hamas pagherà un caro prezzo", i bombardamenti israeliani hanno causato almeno 13 morti. L'esercito ha lanciato dal cielo volantini che invitavano la popolazione a "non lasciare usare le proprie case ai terroristi" perché "verranno colpite". Un raid ha centrato una palazzina di oltre dieci piani: una quarantina le famiglie registrate ma l'edificio era semideserto e i feriti sono stati almeno 16. "Era un centro di comando di Hamas", affermano i militari dello Stato ebraico citati dai media israeliani. Secondo l'agenzia Maan, poi, un altro gruppo di presunti collaborazionisti sarebbe stato “giustiziato" da Hamas nel cortile di una moschea.

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